Incendi sul Morrone, la Procura acquisisce gli atti del Parco Maiella

Emergenza roghi: l’inchiesta. Al vaglio della Procura di Sulmona la documentazione del Parco degli ultimi dieci anni. Nessuna contestazione alla Protezione civile
SULMONA. La Procura di Sulmona acquisisce gli atti del Parco nazionale della Maiella nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio che ha devastato il Monte Morrone. Poco dopo mezzogiorno di ieri la polizia giudiziaria si è presentata negli uffici dell’ente, all’interno dell’Abbazia Celestiniana, per eseguire il provvedimento disposto dal procuratore Luciano D’Angelo. Gli investigatori hanno raccolto documenti relativi alle attività svolte dal Parco dal 2017 a oggi. L’attenzione riguarda il monitoraggio del territorio, i piani di prevenzione degli incendi, le procedure operative e gli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico.
L’esame degli atti servirà a ricostruire quali misure fossero in programma, quali siano state effettivamente attuate e come siano state gestite le diverse fasi dell’emergenza. Al momento il fascicolo resta contro ignoti: l’acquisizione della documentazione non equivale all’accertamento di responsabilità a carico dell’ente o dei suoi rappresentanti.
Secondo le indiscrezioni, una parte degli approfondimenti si concentrerebbe sul periodo tra il 9 e il 19 agosto, comprendendo l’innesco del rogo e le successive ripartenze del fuoco. Gli inquirenti intendono ricostruire la sequenza degli interventi e delle decisioni adottate per contenere le fiamme, anche attraverso le comunicazioni tra i soggetti coinvolti.
L’incendio, divampato il 9 agosto, è stato dichiarato chiuso il 15 settembre dopo settimane di operazioni. Le prime stime indicano circa 1.200 ettari di area boschiva danneggiata, un dato che dovrà essere precisato con la mappatura del territorio.
Nei prossimi giorni sono previsti rilievi con i droni della Protezione civile per valutare l’estensione dei danni e le eventuali criticità residue. Resta da quantificare anche il costo complessivo dell’emergenza. Secondo i dati parziali disponibili, il solo impiego dei mezzi aerei avrebbe comportato una spesa di circa dieci milioni di euro. Il bilancio definitivo richiederà di considerare anche gli interventi a terra e le attività di messa in sicurezza. La verifica della Procura proseguirà ora sui protocolli, sui sopralluoghi e sulle scelte compiute nei giorni in cui il fronte del fuoco si è esteso sul Morrone.
A imprimere un’accelerazione all’attività investigativa era stato il procuratore D’Angelo che lo scorso 30 agosto si era recato in quota per constatare lo stato della montagna. Non è escluso che già nei prossimi giorni possano arrivare le prime iscrizioni sul registro degli indagati. Secondo le indiscrezioni nessuna contestazione è stata eccepita all’agenzia regionale di protezione civile per una gestione che secondo i magistrati si è rivelata ineccepibile.
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