INTRODACQUA

Insegue e filma orsa con i cuccioli, 42enne rischia il processo

19 Agosto 2026

Aveva ripreso la scena con il cellulare e poi pubblicato le immagini sui social: così è stato identificato. La Procura contesta il maltrattamento di animali. Il precedente di Rivisondoli con un rinvio a giudizio

INTRODACQUA. Rischia di finire sotto processo un uomo di 42 anni per aver inseguito con l'automobile e filmato un'orsa con i suoi cuccioli dopo averli trovati sotto casa. L'episodio, che risale all'agosto 2024, era avvenuto nella frazione Cantone di Introdacqua. L'accusa è di maltrattamenti di animali e, con la chiusura delle indagini preliminari, il prossimo passo potrebbe essere la richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura. Stando alla ricostruzione della procura della Repubblica di Sulmona, è emerso che il 42enne, spaventato e scosso per essersi imbattuto negli orsi, li avrebbe filmati e avrebbe anche condiviso sui social il video. Proprio grazie a quelle immagini gli investigatori sono riusciti a rintracciarlo e identificarlo. Così era scattata la denuncia da parte della procura della Repubblica di Sulmona. In base alla ricostruzione di quanto sarebbe accaduto, l'uomo, mentre stava rientrando a casa con la compagna e il figlio minore, aveva incontrato mamma orsa con i suoi due cuccioli.

A quel punto, inseguendo gli animali con l'auto, avrebbe immortalato la scena con il suo smartphone, seguendone per alcuni istanti gli spostamenti. Grazie ai video diffusi sui social, gli inquirenti erano riusciti a risalire all'automobilista, che era stato quindi deferito. «Mi sono trovato gli orsi sotto casa», aveva detto l'uomo alla polizia giudiziaria del tribunale peligno che lo ha interrogato, fornendo la propria versione di quanto avvenuto quella sera. In seguito all'episodio, il sindaco di Introdacqua, Cristian Colasante, aveva emesso un'ordinanza con la quale aveva disposto il divieto di inseguire gli orsi, richiamando residenti e visitatori alla massima prudenza in caso di incontri ravvicinati con gli animali selvatici.

Il 42enne potrà ora presentare memorie difensive come previsto dalla legge, prima delle determinazioni della procura. Il reato è punito dall'articolo 544 del codice penale secondo cui «chiunque con crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione a un animale, lo sottopone a sevizie, fatiche o lavori insopportabili, o a trattamenti dannosi per la sua salute» è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. Un episodio simile avvenne l'anno precedente a Rivisondoli, nel 2023. Anche in quel caso l'automobilista era stato denunciato ed è finito sotto processo davanti al giudice del tribunale di Sulmona Emanuela Cisterna.

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