L'Aquila, furbetti del terremoto: finora sequestri per un milione

False attestazioni di residenza per avere i finanziamenti. In sei mesi 15 provvedimenti e accertamenti patrimoniali
L'AQUILA. Quindici provvedimenti di sequestro, per un valore complessivo di oltre un milione di euro, emessi dal giudice delle indagini preliminari nei confronti di altrettanti soggetti beneficiari di contributi per la ricostruzione/riparazione degli immobili danneggiati dal sisma del 2009: è il bilancio aggiornato che traccia la guardia di finanza dei controlli effettuati primi sei mesi di quest'anno. le indagini dei finanzieri del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria della Guardia di Finanza dell’Aquila sono finalizzate a riscontrare la sussistenza dei requisiti sull’accesso ai finanziamenti pubblici per la riparazione ovvero la ricostruzione delle abitazioni principali. Una sinergia investigativa maturata dalla collaborazione tra la polizia municipale e le Fiamme Gialle. Dalle indagini hanno riscontrato che i proprietari delle case risultavano – all’epoca del sisma – residenti a un indirizzo diverso rispetto a quello oggetto della richiesta e che avevano richiesto ed ottenuto i contributi presentando false autocertificazioni. In molti casi è stato scoperto che i richiedenti avevano attestato di dimorare stabilmente in un immobile di proprietà (quale abitazione principale e dimora abituale), dichiarato inagibile (esito E) a seguito del sisma del 2009. In realtà, gli accertamenti svolti hanno evidenziato che, all’epoca del sisma, gli immobili (tutti nel capoluogo aquilano) erano stati locati a terze persone e che, comunque, non erano adibiti ad abitazione principale. Gli accertanmenti hanno fatto scattare anche le indagini di natura patrimoniale che hanno consentito di ricostruire e quantificare i beni e le disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati e portato ai sequestri. In alcuni casi gli indagati hanno restituito l’importo indebitamente percepito.

