La Cgil: «Nove persone positive al carcere» Esposto-denuncia: stato di agitazione
«La situazione nella casa circondariale dell’Aquila è divenuta molto delicata e vulnerabile». Lo scrivono, in un esposto-denuncia, gli esponenti della Cgil Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone e...
«La situazione nella casa circondariale dell’Aquila è divenuta molto delicata e vulnerabile». Lo scrivono, in un esposto-denuncia, gli esponenti della Cgil Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone e Giuseppe Merola. I sindacalisti evidenziano «serie preoccupazioni per l’incolumità collettiva di tutta la comunità penitenziaria. Il 20 ottobre scorso, la Cgil ebbe a denunciare il crescente numero di poliziotti penitenziari risultati positivi al contagio, oggi divenuti otto con l’aggiunta di un addetto mensa e diversi lavoratori in stato di isolamento fiduciario (a tal proposito il locale mensa è stato momentaneamente chiuso per i riti di adempimento). I lavoratori stanno (a tutt’oggi) effettuando i test diagnostici a pagamento, in un laboratorio convenzionato, senza alcuna auspicabile attività di screening da parte delle autorità sanitarie territorialmente competenti, nonostante le rassicurazioni pervenute dall’assessore alla Salute circa le procedure». Secondo l’esposto della Cgil, «la casa circondariale dell’Aquila conta centinaia di lavoratori e detenuti sia comuni che sottoposti a regime di 41 bis. Pertanto, viste le sensibili peculiarità dell’utenza detentiva e le ataviche precarietà oggettive delle carceri, la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi, con conseguenti eventuali compromissioni di ordine e sicurezza. Basti pensare le inevitabili vicissitudini accorse nelle Rsa. La collaborazione istituzionale, con la direzione e il comando dell’istituto penitenziario aquilano è stata apprezzabile e sana. I lavoratori e le lavoratrici non hanno avvertito senso di vuoto e di abbandono da parte dell’Amministrazione penitenziaria, ma questo non basta. La paura è davvero tanta ed è inaccettabile quanto sta accadendo nelle ultime ore. Il trend dei contagiati è in continua e forte crescita, sia nel territorio abruzzese che nel resto del Paese». Per questo motivo, gli esponenti della Cgil chiedono di valutare «accertamenti ispettivi di competenza, al Comando Nas Carabinieri» e sollecitano il prefetto ad «avviare urgenti attività a tal riguardo, nell’interesse collettivo sia pubblico che della comunità penitenziaria». L’invito alle autorità sanitarie è a «porre in essere tutti gli interventi necessari di prevenzione».
Visto lo stato di agitazione proclamato il 31 ottobre scorso, i rappresentanti della Cgil aggiungono che «in assenza di concrete risoluzioni, il sindacato organizzerà una serie di iniziative di protesta, a partire da un sit-in programmabile (nel rispetto delle misure anticontagio) o davanti alla casa circondariale oppure davanti alla prefettura dell’Aquila, per manifestare il nostro grido di aiuto.
Atteso che l’attività sindacale di questa parte è volta alla tutela e alla dignità dei nostri lavoratori e delle nostre lavoratrici, confidiamo in un intervento immediato da parte delle autorità da noi sollecitate».
Visto lo stato di agitazione proclamato il 31 ottobre scorso, i rappresentanti della Cgil aggiungono che «in assenza di concrete risoluzioni, il sindacato organizzerà una serie di iniziative di protesta, a partire da un sit-in programmabile (nel rispetto delle misure anticontagio) o davanti alla casa circondariale oppure davanti alla prefettura dell’Aquila, per manifestare il nostro grido di aiuto.
Atteso che l’attività sindacale di questa parte è volta alla tutela e alla dignità dei nostri lavoratori e delle nostre lavoratrici, confidiamo in un intervento immediato da parte delle autorità da noi sollecitate».

