L’Abruzzo piange Kihlgren. Marsilio e Sospiri: «Ha fatto conoscere l’Abruzzo in tutto il mondo»

Il cordoglio del mondo della politica della nostra regione per la scomparsa dell'imprenditore Daniele Kihlgtren
L’AQUILA. «Con Daniele Kihlgren scompare un uomo che ha avuto il merito di riconoscere, prima di molti altri, il valore straordinario dei nostri borghi e del patrimonio storico, culturale e paesaggistico dell'Abruzzo. Il suo incontro con Santo Stefano di Sessanio, durante un viaggio in motocicletta, si trasformò in un'intuizione capace di cambiare il destino di uno degli angoli più suggestivi della nostra regione». Così il presidente della giunta regionale abruzzese, Marco Marsilio, in ricordo dell'imprenditore Daniele Kihlgtren, molto conosciuto e stimato in Abruzzo, avvenuta oggi a Roma. "Attraverso il progetto di Sextantio - prosegue il presidente - Kihlgren ha restituito vita, identità e futuro a un borgo antico, contribuendo a far conoscere Santo Stefano di Sessanio e l'Abruzzo in Italia e nel mondo. La sua esperienza ha dimostrato come la tutela e la valorizzazione del patrimonio possano diventare strumenti concreti di sviluppo, attrattività e rinascita dei territori. sua famiglia e a quanti gli sono stati vicini giungano le più sentite condoglianze mie personali e dell'intera giunta regionale".
SOSPIRI. Ecco quanto espresso dal presidente del Consiglio regionale dell'Abruzzo, Lorenzo Sospiri: “La visione e il sogno sono orizzonti che alcuni uomini hanno coltivato e realizzato in vita. Un visionario è stato certamente Daniele Kihlgren, un italo-svedese innamorato dell’Abruzzo, con la mamma pescarese, che ha immaginato una nuova vita per il borgo di Santo Stefano di Sessanio. Ha progettato e realizzato “Sextantio”, uno straordinario esempio di albergo diffuso, che ha saputo fondere i più alti standard dell’ospitalità alberghiera con le pietre vive e antiche del borgo. Oggi perdiamo una persona che ha tracciato un percorso che ancora oggi riconosciamo valido e replicabile per il rilancio delle aree interne. Le mie più sentite condoglianze, espresse anche a nome dell’intera Assemblea Legislativa, vanno alla sua famiglia e ai suoi cari, nella certezza che la sua opera terrena rimarrà patrimonio inestimabile per la nostra regione".
LA POLITICA. L'Abruzzo piange Daniele Kihlgren, imprenditore italo-svedese e fondatore di Sextantio, scomparso oggi a Roma. Una figura considerata pionieristica nella valorizzazione dei borghi e delle aree interne, a partire da Santo Stefano di Sessanio, dove trasformò il recupero del patrimonio storico in un nuovo modello di ospitalità e sviluppo. "Perdiamo un visionario, un uomo che ha saputo guardare alla nostra terra con occhi diversi, innamorarsene e intuirne le potenzialità", afferma il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, ricordando come Kihlgren abbia dimostrato che "il recupero dei paesi, la tutela della loro identità e un nuovo modo di fare turismo" potevano diventare parti di uno stesso progetto. "Non ha abbandonato questo territorio neppure nei momenti più difficili, continuando a investire e a credere nella possibilità di farne un modello di rinascita".
Lo ricorda con gratitudine anche Stefania Pezzopane, che lo conobbe prima dell'acquisto del borgo, quando era assessore regionale ai Parchi. "Voleva capire se esistessero un disegno e una strategia capaci di dare forma al suo sogno visionario", racconta. Per Pezzopane, Kihlgren aveva compreso che "investire nelle radici dei nostri paesi, nella loro storia e nella loro bellezza non era un gesto nostalgico, ma una scelta di futuro".
"L'Abruzzo e l'Italia perdono un visionario, un uomo capace di trasformare i sogni in progetti", sottolinea il presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, Nazario Pagano, ricordando il lavoro di Kihlgren anche a Matera e la sua capacità di coniugare impresa, tutela del patrimonio e valorizzazione dei territori. Pagano ne ricorda inoltre la generosità e l'impegno in iniziative filantropiche.
"Daniele ha dato molto all'Abruzzo e merita di essere ricordato con enorme gratitudine", afferma infine Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista e suo amico di vecchia data. Acerbo ricorda la sua sensibilità per i diritti sociali e civili, i beni comuni e la difesa del paesaggio. "Aveva capito che bisognava valorizzare il patrimonio storico e ambientale, non deturparlo con una logica speculativa e rapace. L'Abruzzo ti deve davvero tanto".

