Lo psichiatra Gallese lascia il carcere

Ottiene i domiciliari col braccialetto. Lunedì Riesame per Arioli e Panunzi. L’agente Maiello sospeso dal servizio
AVEZZANO. Hanno ottenuto gli arresti domiciliari dopo undici giorni di carcere. Il medico psichiatra Angelo Gallese, uno dei principali indagati nell’ambito dell’inchiesta delle Fiamme gialle sui falsi certificati, e uno dei pazienti, Orlando Morelli, tornano a casa, anche se con braccialetto elettronico. Lo ha deciso il tribunale del Riesame dell’Aquila, collegio presieduto dal giudice Romano Gargarella. I due indagati si trovavano rispettivamente nel carcere di Pescara e in quello di Avezzano. Sono indagati a vario titolo, insieme ad altre 16 persone, per reati che vanno dalla frode assicurativa alla truffa ai danni dello Stato, dalla corruzione al falso. Le ordinanze del gip sono state dieci, di cui tre in carcere, tra cui quella riguardante Arnaldo Aratari, di Gioia dei Marsi, attualmente ancora detenuto. Gallese, 61 anni, dirigente Asl e responsabile del Centro di salute mentale di Avezzano, e Morelli, rom di Avezzano con precedenti di polizia, sono difesi dall’avvocato Franco Colucci. Proprio il legale ha presentato un’istanza di scarcerazione. La stessa richiesta è stata respinta venerdì scorso dal gip nei confronti di Aratari e della moglie Tiziana Mascitelli, attualmente ai domiciliari. L’operazione della Procura è stata coordinata dal pubblico ministero Roberto Savelli, mentre i provvedimenti sono stati emessi dal giudice Maria Proia. Per il medico del 118 della Asl di Avezzano Gino Arioli, e per l’ex assessore regionale, consulente di aziende private attualmente pensionato, Mario Panunzi, anche loro indagati nell’ambito dell’inchiesta, è stata fissata l’udienza davanti al tribunale del Riesame dell’Aquila per lunedì prossimo. Sono difesi dagli avvocati Antonio Milo e Franco Colucci. Intanto, l’agente di polizia penitenziaria, Luigi Maiello, finito agli arresti domiciliari, è stato sospeso dal servizio. L’uomo, che lavora nel carcere di Avezzano, è assistito dall’avvocato Mario Del Pretaro.
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