Moscarella: riportiamo la società dove merita

CELANO. Giocare alla morte le ultime quattro sfide, poi si tireranno le somme. La lotta a distanza tra Celano e San Benedetto, continua sul filo dei nervi, perché a 360 minuti dalla conclusione del...
CELANO. Giocare alla morte le ultime quattro sfide, poi si tireranno le somme. La lotta a distanza tra Celano e San Benedetto, continua sul filo dei nervi, perché a 360 minuti dalla conclusione del campionato di Promozione (girone A), tutto è ancora possibile. All’ombra del castello, ovviamente fanno affidamento sulle proprie capacità, ma non si può negare che per poter agguantare la vetta, bisogna sperare anche nelle disgrazie altrui, perché i due punti di margine che separano le marsicane potranno essere recuperati solo se la capolista dovesse incappare in qualche mezzo passo falso. E mentre a San Benedetto faranno gli scongiuri, a Celano sembra essere tornato un po’ di quell’entusiasmo che anni addietro aveva fatto di questa società e di questa squadra, il vanto della Marsica intera. Il presidente Mario Moscarella è fermamente deciso a rinverdire i fasti di un tempo, e l’ingaggio dell’allenatore Fabio Iodice prima, e dei due attaccanti Pollino e Bruni poi, ne sono la conferma. Qualcuno dice che certe scelte andavano fatte prima, ma è proprio così? Il patron risponde: «Abbiamo iniziato il campionato con un organico che sembrava adeguato alla categoria e alle nostre ambizioni, ma strada facendo ci siamo resi conto che per raggiungere l’obiettivo, bisognava rettificare qualcosa, e siamo intervenuti». Oltre alla squadra, però, oggi a Celano manca qualcosa anche in termini di strutture, e Moscarella richiama l’attenzione sui lavori infiniti in corso allo stadio Piccone: «Il progetto iniziale prevedeva l’ultimazione in soli 45 giorni, ma oggi, a distanza di oltre due anni, siamo ancora lontani dal poter scrivere la parola fine, però», prosegue, «il Comune ci ha assicurato che a breve i nostri tifosi potranno di nuovo tornare a usufruire della tribuna coperta». La partita di domani è troppo importante per far finta di niente: «Proprio con tale consapevolezza, andremo a Montorio puntando solo al successo pieno, perché l’amarezza del derby perso contro il Pucetta, resta una ferita che ancora sanguina». Su quest’ultimo argomento, sulla stessa lunghezza d’onda del presidente è mister Fabio Iodice: «Certo che se non dovessimo farcela, la partita persa contro il Pucetta rappresenterà il punto più nero di tutto il nostro campionato, perché passare dal 2-0 al 2-3, ci ha fatto veramente male». Ma domani i pensieri negativi bisogna abbandonarli: «Assolutamente sì», prosegue l’allenatore, «perché siamo convinti di esserci preparati a dovere e di aver fatto tutto il possibile. Poi, se il San Benedetto sarà in grado di vincere le restanti quattro gare, non potremo far altro che prenderne atto». Un ingresso a campionato iniziato quello di Iodice, che non esita a riconoscere anche i meriti di chi l’ha preceduto: «Da Dario Celli ho ereditato un gruppo ben allenato sul piano fisico, al quale ho dovuto trasmettere qualcosa sotto l’aspetto psicologico e, nel mio piccolo, penso di esserci riuscito». Giovanni Mione, 35 anni, è il capitano del Celano da quattro stagioni: «E questa vorrei che fosse la mia annata migliore, quella da ricordare quando appenderò le scarpette al chiodo per dedicarmi alla mia attività nel campo della ristorazione, ma oggi voglio pensare al presente e a provare a ribaltare una situazione che senza la sconfitta di Pucetta, assumerebbe il colore di un bellissimo rosa».
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