Nurzia: qui gira poca gente a parte gli operai della ricostruzione

2 Settembre 2017

«Non solo gira poca gente», dice Natalia Nurzia dell’omonimo bar, «ma il maggior numero di clienti è rappresentato da operai della ricostruzione che, tra l’altro, in questo periodo sono pochi. Anch’io...

«Non solo gira poca gente», dice Natalia Nurzia dell’omonimo bar, «ma il maggior numero di clienti è rappresentato da operai della ricostruzione che, tra l’altro, in questo periodo sono pochi. Anch’io affermo che serve il ritorno degli uffici in centro, altrimenti la gente non ha alcun motivo di venire qui. E servono parcheggi».
Bruno Eusani ha da poco rilevato la gestione del bar del Grand Hotel. «È stato un atto di follia», dice scherzando il commerciante, «la voglia di far bene non manca. Confido in un miglioramento dei servizi».
«Il fatto è», osserva Davide Stratta, (enoteca e bar Garibaldi «che operiamo all’interno di un cantiere. Per cui apro le mie attività solo dopo le 17,30 quando i lavori edili sono finiti. E poi c’è troppa burocrazia: difficile organizzare eventi».
«Stiamo convivendo con i cantieri», aggiunge Daniele Di Fabio, (Public Enemy-Gastro pub), anch’egli su via Garibaldi, «con la polvere che si alza durante i lavori. Con il Comune stiamo ipotizzando isole pedonali, nuovi spazi per le auto anche per avere qui gente di tutte le età e non solo i giovani. Ma per far questo occorre puntare sul decoro urbano evitando banchetti improvvisati».
«I problemi non mancano», aggiunge Luca Ciuffetelli (Bar del corso), «ma qui ci sono per lo più attività di somministrazione. Se ci fossero uffici pubblici e banche la gente sarebbe “obbligata” a venire e le cose cambierebbero in meglio per tutti».