Progetto per l’area di Santa Croce Ancora tempi lunghi per partire

23 Aprile 2022

La zona fu indicata tra le prime destinate a tornare a disposizione dei residenti, ma tutto si è complicato Il Comune incarica un geometra del frazionamento e aggiornamento catastale del piano “Porta Barete”

L’AQUILA. Ancora tempi lunghi per la ricostruzione e riqualificazione dell’area di Santa Croce a ridosso dell’antica chiesa e a due passi da via XX Settembre nei pressi del palazzo di giustizia. La zona, grazie al cosiddetto “Progetto unitario Santa Croce”, doveva essere tra le prime in città a tornare a disposizione dei residenti. Invece nel tempo tutto si è complicato.
LA STORIA. Nel 2014-2015 la “riscoperta” di Porta Barete (sulla quale per ora c’è il progetto vincitore di un concorso di idee ma che non si sa quando e se diventerà base di un progetto definitivo) ha finito per creare problemi a chi chiede solo di rientrare a casa sua. Ma oggi la situazione non è esattamente quella del 2015: c’è chi ha scelto un edificio equivalente (se aveva la prima casa) o la permuta (se aveva una seconda casa). Cerchiamo di fare il punto: sul lato destro scendendo verso l'arco per immettersi in via XX Settembre c’erano due palazzi, il civico 19 e il civico 15 che ora dovrebbero fondersi per diventare unico condominio. Il civico 29 resterà perché nessuno ha deciso di lasciarlo. C’è poi il civico 31 in cui tutti sono andati via e il civico 33 dove sono rimaste 4 famiglie (o forse 3) mentre il resto è del Comune. Per non parlare del civico 207 da subito sacrificato “sull’altare” di Porta Barete con l’apposizione di un vincolo. Tutto ciò ha creato anche problemi di tipo catastale (in sostanza dopo un tale rimescolamento vanno identificate con esattezza le proprietà) tanto che di recente il Comune con una determina ha dato incarico a un geometra per fare il “frazionamento e aggiornamento catastale delle aree interessate al progetto unitario Porta Barete". Ci si è accorti insomma che tra permute, case equivalenti, edifici da abbattere e da ricostruire si è venuto a creare un vero e proprio ginepraio. Nella determina si rifà per grosse linee la storia della vicenda.
2015. Con delibera di giunta si “stabilivano le modalità di permuta degli immobili ricompresi nei piani di riqualificazione urbanistica e nei progetti strategici con gli immobili acquisiti al patrimonio comunale a seguito delle sostituzioni edilizie”.
2016. Vengono attivate le “procedure finalizzate all’approvazione del programma di recupero urbano “direzionalità Villa Gioia e progetto unitario Santa Croce-Porta Barete, mediante accordo di programma”. Nel maggio 2016 viene sottoscritto “l’accordo di programma tra la Provincia, il Comune e l'Ater” che di fatto è una “variazione del vigente strumento urbanistico comunale”. 2017. A seguito “delle istanze di permuta di alcune abitazioni ricadenti nell’area interessata dal citato accordo di programma, il Comune ha acquisito la proprietà di alcune unità abitative”. A questo punto necessita fare un po’ di ordine per cui, si legge nella recente determina “ai fini di un compiuto perfezionamento degli atti e delle conseguenti alienazioni bisogna procedere al frazionamento e all’aggiornamento catastale delle aree interessate dalla ricostruzione degli immobili del Progetto unitario Santa Croce; il settore Opere Pubbliche a causa della carenza di personale e per gli impegni già precedentemente assunti per attività ordinarie e straordinarie è impossibilitato a provvedere direttamente e pertanto si rende necessario incaricare un professionista esterno in possesso dei requisiti prescritti dalla normativa vigente”. La spesa per l’incarico è di 5.000 euro.