Punto nascita, il Pd critica Ranalli: troppo accomodante
SULMONA. La confermata condanna degli uffici regionali ai punti nascita che non raggiungono i 500 parti all’anno non scoraggia il Pd sulmonese. Il responsabile delle Politiche sociali del partito,...
SULMONA. La confermata condanna degli uffici regionali ai punti nascita che non raggiungono i 500 parti all’anno non scoraggia il Pd sulmonese. Il responsabile delle Politiche sociali del partito, Carlo Piccone, ha scritto una lettera al sindaco Peppino Ranalli e all’assessore al Sociale Enza Giannantonio rimproverandoli di eccessiva clemenza.
«Siete stati troppo accomodanti finora, non serve fare una letterina al presidente D’Alfonso o all’assessore Paolucci» rimprovera «avete il dovere di difendere gli interessi e i diritti dei nostri concittadini. Senza chiedere l’elemosina a nessuno è arrivato il momento di farsi sentire e di convocare i cittadini per una grande manifestazione pubblica di protesta. Non è assolutamente possibile che siano i numeri a prevalere sul diritto alla salute, sul diritto a partorire in sicurezza, con il pensiero che si possa non fare in tempo ad arrivare in ospedale come è successo qualche settimana fa ad una partoriente di Castel di Sangro. E la cosa più assurda è che il tutto accade mentre si dice di voler investire in un nuovo ospedale che per adesso ha visto solo la posa di una prima e solitaria pietra».
Le appena 247 nascite del reparto sulmonese nel 2014 non lasciano scampo a deroghe o a false speranze, con la chiusura di quattro punti nascita su dodici (Sulmona, Atri, Penne e Ortona) che si conferma il viatico per uscire dal commissariamento sanitario. (f.p.)
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