Rapina alle Poste, primo arresto Polizia a caccia dei due complici

20 Settembre 2023

Ai domiciliari un 55enne accusato di aver partecipato all’azione del 14 aprile, di 69mila euro il bottino Incastrato dalle testimonianze e dalle riprese delle telecamere. Si stringe il cerchio intorno agli altri

L’AQUILA. C’è il primo arresto per la rapina del 14 aprile scorso all’ufficio postale di via Carabba, all’Aquila. Si tratta di un romano di 55 anni, finito ai domiciliari con l’accusa di aver partecipato al colpo. Il presunto rapinatore aveva agito insieme ad altri due complici.
È stata la Squadra mobile a dare esecuzione all’ordinanza di custodia emessa dal Gip su richiesta del pubblico ministero Stefano Gallo. Decisive le testimonianze della direttrice e dei dipendenti dell’ufficio postale, ma anche le immagini della telecamere di videosorveglianza.
Il 55enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato tradito da qualche segno distintivo, nonostante lui e il complice entrato con lui nell’ufficio abbiano agito con il volto travisato da cappelli e mascherine.
La rapina è avvenuta poco dopo le 13.30: l’ufficio postale era chiuso al pubblico, ma la direttrice e i dipendenti erano ancora all’interno. I banditi hanno utilizzato una carta di credito e un’asta di metallo per aprire le porte scorrevoli. Una volta dentro hanno simulato di avere un’arma sotto ai giubbino e intimato di essere condotti al caveau. E mentre uno dei due si dirigeva nella parte interna dell’ufficio postale accompagnato dalla direttrice, l’altro teneva sotto controllo i dipendenti.
Un colpo da 69.120 euro: 65mila euro erano contenuti all’interno di una busta di plastica ricevuta nella mattinata dall’istituto di vigilanza privata per la ricarica dello sportello automatico e la restante parte sul tavolo del caveau. Subito dopo la rapina si sono dati alla fuga a bordo di un’auto, poi risultata rubata, guidata da un terzo complice.
Si è trattato di criminali esperti, che hanno agito in pochi istanti. Quanto ai due complici, ci sarebbero già dei sospettati. Le indagini della Mobile continuano per cercare di assicurare alle giustizia tutti gli autori del colpo. Rapina avvenuta proprio nel giorno in cui il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, era in visita all’Aquila per discutere anche di sicurezza nell’ambito del comitato per l’ordine pubblico.
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