nuovi orari da tagliacozzo a roma 

“Spariti” due treni veloci È allarme tra i pendolari

TAGLIACOZZO. “Spariti” due treni veloci che dalla Marsica raggiungono Roma. Nel nuovo orario invernale di Trenitalia, che entrerà in vigore a metà dicembre, non compaiono più il Regionale in partenza...

TAGLIACOZZO. “Spariti” due treni veloci che dalla Marsica raggiungono Roma. Nel nuovo orario invernale di Trenitalia, che entrerà in vigore a metà dicembre, non compaiono più il Regionale in partenza da Tagliacozzo alle 14.22, con arrivo a Termini alle 16.25, e il corrispondente Tegionale veloce in partenza da Roma Termini alle 16.41 con arrivo a Tagliacozzo alle 18.04. La soppressione di questi convogli, molto utilizzati dai pendolari perché in arrivo e in partenza a Roma Termini, se venisse confermata con l’ufficializzazione del nuovo orario rappresenterebbe un vero e proprio dramma per chi ogni giorno raggiunge la capitale per lavoro o per studio. I treni in questione, infatti, sono veloci e impiegano molto meno tempo degli altri Regionali che si fermano in diverse stazioni. Per questo i pendolari sono in stato di agitazione e sperano che Trenitalia possa fare un passo indietro quanto prima. «Anziché aumentare, i treni vengono cancellati», ha evidenziato Daniele Luciani in rappresentanza dei pendolari marsicani, «purtroppo a oggi ancora non compaiono sul nuovo orario. I treni in partenza da Termini sono molto utilizzati e sarebbe un vero problema se venissero eliminati. Uno dei pochi treni diretti a Pescara non c’è più, per non parlare del treno 3224 che parte dalla stazione di Roma Termini anticipato alle 14.20, orario ostico per chi deve uscire da lavoro e raggiungere la stazione in tempo».
Una situazione paradossale che si va ad aggiungere ai tanti problemi segnalati ogni giorno da chi viaggia in treno.
«Chi ha orecchie senta bene», ha continuato Luciani, «e faccia ciò che deve fare nelle sedi di Trenitalia per rappresentare al meglio i nostri diritti ma soprattutto per salvaguardare i nostri interessi, sia come pendolari, sia come abruzzesi e marsicani. Sindaci, onorevoli: ci affidiamo a voi». (e.b.)
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