Strage di cani e gatti con esche avvelenate: è caccia al colpevole

A Cocullo sono 11 gli animali domestici trovati morti negli ultimi due anni: le esche disseminate in varie zone del paese
COCULLO. Undici carcasse di cani e gatti trovate negli ultimi due anni. Animali morti, secondo le denunce raccolte, dopo essere entrati in contatto con esche avvelenate disseminate in diverse zone del paese. Una situazione che ha fatto scattare un’indagine della Procura della Repubblica di Avezzano e dei carabinieri Forestali di Sulmona.
A portare la vicenda all’attenzione delle autorità è stata una residente che racconta una situazione che, a suo dire, si trascinerebbe da decenni. «Io e il mio compagno viviamo qui da dieci anni. Questa storia delle esche avvelenate, mi dicevano, va avanti da decenni», racconta la donna. L’ultimo episodio risalirebbe a pochi giorni fa. «Hanno avvelenato il mio gatto. Abbiamo perso un cane. Alla mia vicina ne hanno uccisi nove», denuncia.
Un bilancio drammatico che, se confermato dagli accertamenti, delineerebbe una vera e propria emergenza per gli animali domestici e non solo. La preoccupazione riguarda infatti anche la possibile presenza di sostanze tossiche in aree frequentate dalla popolazione. Nei giorni scorsi la zona è stata sottoposta a una bonifica con l’impiego di unità cinofile. Durante le operazioni sarebbero state individuate alcune esche all’interno dell’orto di un residente. Ma, secondo quanto riferito dalla donna, la situazione non si sarebbe risolta con l’intervento.
«Tre giorni fa hanno bonificato la zona con le unità cinofile. Hanno trovato delle esche nell’orto di un signore. Poi, alla fine, si torna sempre punto e a capo», racconta.
La denuncia assume contorni ancora più preoccupanti perché, sempre secondo la residente, le esche sarebbero state rinvenute anche nelle vicinanze di un parco giochi. «Le esche le hanno trovate anche al parco giochi, dove ci sono bambini», afferma. E dopo la bonifica, sostiene la donna, sarebbero comparse nuove esche. «Dopo la bonifica hanno buttato altre esche, con una sostanza blu: un lumachicida».
Proprio la presenza di sostanze potenzialmente tossiche in luoghi accessibili agli animali e alle persone è uno degli aspetti sui quali dovranno fare luce gli accertamenti investigativi. Saranno le analisi e le verifiche degli organi competenti a stabilire la natura delle sostanze, la loro eventuale pericolosità e soprattutto l’origine delle esche.
La residente lamenta inoltre quella che considera una risposta insufficiente da parte delle istituzioni. Una posizione che accompagna la richiesta di maggiore attenzione su una vicenda che, a suo giudizio, rischia di trascinarsi ancora a lungo.
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