Tribunale, avvocati in sciopero Deciso il primo stop alle udienze

9 Gennaio 2022

Con l’astensione di tre giorni, dal 19 al 21 gennaio, riparte la battaglia per scongiurare la chiusura E Tirabassi annuncia una manifestazione in concomitanza con l’inaugurazione dell’anno giudiziario

SULMONA. Tre giorni di sciopero contro la soppressione dei quattro tribunali minori abruzzesi. Inizia in questo modo la nuova battaglia degli Ordini forensi dei tribunali di Sulmona, Avezzano, Vasto e Lanciano per arrivare a ottenere un’ulteriore proroga di due anni ed evitare che dal prossimo mese di settembre sia scritta la parola fine sui quattro presìdi di giustizia. Lo ha deciso l’assemblea degli avvocati di Sulmona, che si è riunita ieri in modalità telematica in ragione dell’aggravarsi dell’emergenza pandemica deliberando, su proposta del consiglio dell’Ordine, l’astensione dalle udienze civili e penali dal 19 al 21 gennaio.
«Tale forma di protesta, attuata d’intesa con gli avvocati di Avezzano, Lanciano e Vasto, mira, in particolare, a denunciare la mancanza della più volte sollecitata interlocuzione da parte del governo e, in particolare, del ministero della Giustizia, rispetto alle istanze volte alla salvaguardia dei tribunali minori abruzzesi», affermano in una nota gli avvocati peligni. «Ciò nonostante le molteplici e oggettive ragioni che rendono del tutto irrazionale e intempestivo, anche nel quadro dell’attuale contingenza pandemica, l’accorpamento ai tribunali dell’Aquila e Chieti, a oggi previsto per il 14 settembre prossimo».
«L’assemblea», così come dichiarato dal presidente dell’Ordine forense di Sulmona, Luca Tirabassi, «ha condiviso, inoltre, l’eventuale necessità di prevedere ulteriori giornate di astensione, oltre a diverse iniziative finalizzate a sensibilizzare l’opinione pubblica e a suscitare la doverosa attenzione degli organi preposti, a cominciare da una manifestazione da tenersi in concomitanza con l’inaugurazione dell’anno giudiziario in programma all’Aquila il 22 gennaio e alla quale saranno invitati a partecipare i sindaci, i parlamentari abruzzesi, nonché tutte le rappresentanze politiche, istituzionali, professionali, sindacali e di categoria».
Intanto sulla proroga di ulteriori due anni che dovrebbe essere inserita nel decreto in corso di approvazione in parlamento è intervenuta Elisabetta Bianchi, esponente di Direzione Sulmona. «È inaccettabile che i gruppi parlamentari votino la fiducia al decreto Milleproroghe in sede di conversione senza che venga preventivamente inserita nel testo la proroga dell’esercizio dei tribunali abruzzesi soppressi», sottolinea Bianchi. «Infatti sarebbe malsano per l’assetto istituzionale che i gruppi parlamentari finissero per cedere all’indifferenza del governo Draghi e del ministro della Giustizia Cartabia sull’importante tema della geografia giudiziaria alla luce dell’infausto destino degli ordini del giorno e degli emendamenti sinora sullo stesso tema proposti. Infatti, l’utilizzo indiscriminato della fiducia», ha proseguito l’avvocato Bianchi, è tale da determinare quelle violazioni manifeste delle prerogative costituzionali dei parlamentari che devono essere difese attraverso l’indispensabile coinvolgimento politico e istituzionale di Federico D’Incà (Pd) ministro per i Rapporti con il parlamento su un tema che è stato peraltro presente nel programma di governo Conte e per il quale l’intento di revisione per l’inadeguatezza della riforma è patrimonio oramai comune a tutte le forze politiche rappresentate nelle aule parlamentari».
©RIPRODUZIONE RISERVATA