Va avanti il progetto di rinascita di Sant’Andrea-Campo di Fossa

Non servirà la valutazione ambientale strategica sul recupero dell’area a ridosso delle antiche mura Nel piano sono previsti spazi verdi, servizi, una nuova viabilità e l’incremento della qualità edilizia
L’AQUILA. Il progetto unitario “Sant’Andrea-Campo di Fossa”, in variante al piano regolatore (che modificherà parecchio l’area a ridosso delle mura nei pressi di piazzale Paoli-zona villa comunale) non avrà bisogno della verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale strategica. Lo si legge in una determina comunale.
In sostanza è un altro via libera con accelerazione delle procedure per concretizzare il progetto. La Valutazione ambientale strategica (Vas) è solitamente finalizzata ad «assicurare che l’attività antropica sul territorio sia compatibile con le condizioni di uno sviluppo sostenibile, e quindi nel rispetto della capacità rigenerativa degli ecosistemi e delle risorse, della salvaguardia della biodiversità e di un’equa distribuzione dei vantaggi connessi all’attività economica». Dunque, niente Vas per il progetto Sant’Andrea-Campo di Fossa, ma solo delle prescrizioni su come allestire i cantieri e l’obbligo di installazione nei nuovi edifici di «sistemi di produzione di calore e di energia da fonti rinnovabili».
L’area, che era stata inserita fra i progetti strategici del piano di ricostruzione, «si estende», è scritto nel documento comunale, «dall’ultimo tratto di via Sant’Andrea fino alla confluenza tra via don Luigi Sturzo e via Santa Maria degli Angeli, in corrispondenza della Porta urbica di Bagno». Il Comune ha «recepito le volontà dei privati di procedere al progetto unitario che punta alla riqualificazione urbana, al diradamento edilizio con le relative soluzioni abitative alternative per i cittadini interessati, alla valorizzazione monumentale e paesaggistica dell’area al di fuori delle mura attraverso il miglioramento della viabilità carrabile e pedonale, alla creazione di spazi di verde pubblico e servizi, alla significativa implementazione della qualità edilizia, della resistenza sismica e delle performance tecnologiche degli edifici da costruire». Dunque una nuova viabilità, un Parco urbano, diradamento abitativo, sagome ridotte con l’obbligo, imposto dalla Soprintendenza, di ricostruire a 12 metri dalle mura». La questione è nata perché i proprietari delle 55 unità immobiliari – costruite vicino alle mura negli anni delle “follie” urbanistiche che hanno stravolto la periferia aquilana e pure aree all’interno del centro storico – hanno scelto la casa equivalente (in 24) e la permuta (in 7). Le case di cui sopra sono state indennizzate a 2.100 euro a metro quadrato, una cifra superiore a quella prevista dalle norme (1.700 euro e metro quadrato). Sia l’Avvocatura che l’Ufficio speciale hanno però dato l’assenso in base a un ragionamento apparentemente logico. Le case dentro le mura nella stessa zona sono state indennizzate a 2.500 euro a metro quadrato, si è fatta quindi una sorta di media tenendo anche conto che la non ricostruzione di 31 unità immobiliari (che sarebbero diventate di proprietà comunale) fa comunque risparmiare le casse pubbliche.
«In particolare», continua la determina, «si procederà a una riqualificazione urbana, al diradamento edilizio, alla valorizzazione monumentale e paesaggistica, associando ad essi il miglioramento della viabilità carrabile e pedonale, la creazione di spazi di verde pubblico e servizi, l’incremento della qualità edilizia, della resistenza sismica e delle performance tecnologiche degli edifici da costruire. La nuova destinazione vedrà azzerati i volumi esistenti, derivandone un innalzamento della qualità ambientale, funzionale ed edilizia di un’area, che potrà integrarsi nel sistema del verde urbano, con la creazione di una connessione funzionale tra la città storica e il territorio, nella sua doppia accezione di ambiente costruito e naturale, nonché una migliore fruizione del patrimonio storico-culturale, favorita anche dalla prevista fascia di rispetto delle mura. Sull’area oggetto di variante il Comune rinuncerà ai diritti edificatori acquisiti e realizzerà un parco che tuteli l’area di pregio storico e paesaggistico a ridosso delle mura urbiche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

