Abruzzo, economia in ripresa «Nuove sfide per le aziende»

24 Novembre 2021

L’economista Mauro: «È necessario investire sull’innovazione nelle piccole imprese» 

In Abruzzo l’economia si rialza dopo il 2020 nero del Covid, ma restano criticità strutturali.
«Il quadro congiunturale abruzzese quest’anno è nettamente migliorato, grazie alla campagna di vaccinazione, il conseguente allentamento delle misure di contrasto alla pandemia e le misure di sostegno»: così Dealma Fronzi, che guida la filiale dell’Aquila della Banca d’Italia, ieri mattina a Pescara ha presentato in conferenza stampa a Pescara il rapporto “Aggiornamento congiunturale sull’economia dell’Abruzzo”. Secondo il documento redatto dagli esperti della Banca d’Italia, infatti, praticamente tutti i settori sono in crescita rispetto al 2020, qualcuno è riuscito anche a superare i livelli pre-pandemia, come quello dell’edilizia.
«Il sondaggio della Banca d’Italia condotto tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre su un campione di imprese manifatturiere abruzzesi ha mostrato una diffusa ripresa delle vendite nel complesso dei primi nove mesi dell’anno, con aspettative di un ulteriore incremento nel semestre successivo», hanno spiegato gli esperti, «nel corso dell’anno sono tuttavia emerse difficoltà di approvvigionamento di input produttivi. I programmi di investimento, che all’inizio del 2021 indicavano un recupero dell’accumulazione di capitale, sono stati confermati».
L’impennata dell’EXPORT
Secondo il report, «nell’industria risultati lievemente migliori della media si sono registrati per le imprese esportatrici, che hanno beneficiato della ripresa della domanda proveniente sia dai paesi dell’Unione europea sia dall’area extra UE». Le vendite all’estero, trainate secondo la Banca d’Italia dal comparto dei mezzi di trasporto, sono cresciute del 27,9%, (+30,2 % nei paesi della UE e +24,0 in quelli extra UE) e si sono collocate al di sopra dei livelli registrati prima della pandemia.
LA RIPRESA DEL TURISMO
Nel settore dei servizi si è registrato un significativo incremento delle presenze turistiche (+20%), trainato dal buon andamento della stagione estiva: secondo Banca d’Italia ne ha beneficiato anche il commercio, sebbene il comparto risenta del recupero ancora incompleto dei consumi delle famiglie residenti.
Con il graduale allentamento delle restrizioni alla mobilità, i consumi di carburanti, che riflettono l’andamento del settore dei trasporti e, più generale, dell’attività produttiva nel terziario, sono tornati a collocarsi sui livelli pre-pandemia.
CRESCE L’OCCUPAZIONE
«Nel mercato del lavoro il quadro occupazionale è migliorato, in particolare nel secondo trimestre, a seguito della ripresa dei livelli di attività; è rimasto tuttavia ampio il ricorso agli strumenti di integrazione salariale», si legge nel report, «nei primi otto mesi dell’anno le posizioni lavorative nel settore privato non agricolo sono aumentate, soprattutto nel comparto dei servizi e nelle modalità contrattuali a tempo determinato». Si riduce il gap tra donne e uomini grazie al settore dei servizi, in particolare il turismo. Pochi, però, in generale, sono i contratti a tempo indeterminato.
«Il clima di fiducia dei consumatori è migliorato, favorendo una parziale ripresa della spesa delle famiglie. Ha continuato a essere ampio l’accesso alle misure di sostegno del reddito», continua Banca d’Italia.
iL CREDITO
Nel mercato del credito, la crescita della domanda di fondi da parte delle imprese, particolarmente pronunciata nel 2020, si è indebolita, determinando un rallentamento dei prestiti al settore a partire dai mesi estivi. I finanziamenti alle famiglie hanno invece accelerato: a giugno del 2021 sono aumentati del 2,5 per cento (da 0,4 a dicembre del 2020), sospinti dalla ripresa degli acquisti di beni durevoli e dalla robusta espansione delle compravendite di immobili residenziali.
«Vi hanno contribuito la ripresa congiunturale e il permanere delle misure di sostegno alla liquidità e al reddito», scrivono gli esperti, «è proseguita la crescita del risparmio finanziario delle famiglie e delle imprese, sia nella componente dei depositi (+10 per cento a giugno) sia in quella dei titoli detenuti a custodia presso le banche (12,8 per cento)».
RESTANO LE CRITICITà
Ma Giuseppe Mauro, economista e docente dell’Università D’Annunzio, presente alla conferenza, ha avvertito: «Tutti i mercati hanno risposto bene, ma per effetto di un rimbalzo molto forte. Resta l’incertezza per il 2022».
Ha continuato l’esperto: «L’Abruzzo, infatti, prima del Covid era in stagnazione economica e mostrava delle criticità che ci sono ancora e su cui si deve intervenire, anche con l’occasione dei fondi del Pnrr. Non mi riferisco alle carenze delle infrastrutture, quanto alle piccole imprese con poca componente innovativa e non competitive e all’invecchiamento della forza lavoro. Mancano inoltre le banche locali e questo ha frenato in parte la crescita. E poi in Abruzzo c’è una prevalenza di manufatturiero, che ha dato una spinta propulsiva òla quale però tende a esaurirsi. Tra le cose da fare c’è quello di creare un nuovo modello, collegando il manufatturiero al settore turistico-ambientale».
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