Abruzzo, tutti in piazza con le arance della salute «Aiutiamo la ricerca»

26 Gennaio 2024

Domani l’iniziativa della Fondazione Airc per la raccolta dei fondi Nella nostra regione finanziati 5 progetti con circa 400mila euro

PESCARA. In prima linea in una battaglia dall’altissimo valore simbolico e pratico allo stesso tempo. Quel che potrebbe apparire come un ossimoro in realtà è la nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi dell’Airc.
Domani 20.000 volontari distribuiranno nelle piazze italiane, tra cui anche quelle in Abruzzo, reticelle di arance rosse, marmellata d’arancia, e miele ai fiori d’arancio. In questa occasione Fondazione Airc per la ricerca sul cancro invita ad agire concretamente per fare la differenza e si mobilita per ricordare l’importanza della prevenzione attraverso l’adozione di sane abitudini e del continuo sostegno alla ricerca. Una mobilitazione collettiva a cui partecipano, oltre alle migliaia di volontari, anche insegnanti, studenti e sostenitori.
Sarà anche l’occasione per presentare i finanziamenti per il 2024: da Airc oltre 143 milioni di euro in tutta Italia per 6mila scienziati, per trasformare la ricerca in cura. Fondazione Airc si conferma anche nel 2024 la spina dorsale della ricerca oncologica italiana con un investimento complessivo di oltre 143 milioni di euro per 695 progetti di ricerca, 93 borse di studio, 15 programmi speciali. Un impegno che si rafforza con il sostegno a Ifom, Istituto di oncologia molecolare di Fondazione Airc e centro di eccellenza internazionale. Seimila medici e scienziati sostenuti da Airc lavorano in 102 istituzioni prevalentemente pubbliche: laboratori di università, ospedali e altri centri di ricerca.
I RICERCATORI ABRUZZESI
Per l’Abruzzo in particolare sono stati deliberati 393.991 euro per il sostegno di 5 progetti di ricerca. I dati sono aggiornati al 1° dicembre 2023. I ricercatori abruzzesi sono: Emma Di Carlo, Renato Mariani-Costantini, Gianluca Sala (vedi servizio in pagina) e Domenico Mattoscio dell’Università "Gabriele D'Annunzio" Chieti Pescara, oltre a Nadia Rucci dell’Università dell'Aquila.
Numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia di uno stile di vita sano per ridurre il rischio di cancro. Fino al 40% dei nuovi casi di tumore è potenzialmente prevenibile o più curabile quando si agisce sui fattori di rischio modificabili: non fumare, fare attività fisica, scegliere un’alimentazione sana ed equilibrata, aderire agli screening raccomandati per la diagnosi precoce.
I NUMERI
Alcuni dati sulla popolazione residente in Italia hanno mostrato che un terzo circa degli adulti ha fattori di rischio per lo sviluppo di un cancro. Il 33% circa delle persone è in sovrappeso e il 10% obeso, il 31% è sedentario e il 24% fuma. I numeri più preoccupanti riguardano i bambini in età scolare: il 39% circa è in sovrappeso e, di questi, il 17% è obeso3. Si tratta di numeri tra i più alti in Europa, dovuti principalmente a un’insufficiente attività fisica e a un’alimentazione che si è allontanata dai principi della dieta mediterranea. Per questo Airc invita tutti ad agire in prima persona, adottando abitudini più sane e sostenendo la ricerca per prevenire sempre più tumori, diagnosticare precocemente la malattia e curare sempre meglio tutti i tipi di cancro.
IL NUOVO STUDIO
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Torino e di Ifom, l’Istituto di oncologia molecolare di Fondazione Airc guidato da Alberto Bardelli, ha scoperto che una particolare tossina batterica, chiamata colibactina e presente in alcuni tumori intestinali, è in grado di addestrare il cancro a resistere alle cure. I risultati dello studio, pubblicati in questi giorni sulla rivista Cell Reports Medicine, contribuiscono a comprendere perché alcuni tumori al colon-retto non rispondono alla chemioterapia. Possono inoltre fornire le basi per selezionare i trattamenti più idonei a ciascun paziente. (d.r.)
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