Al Massimo lo spettacolo di Ruffini con i ragazzi disabili

15 Marzo 2017

PESCARA. “Un grande abbraccio” è il titolo dello spettacolo, di cui Paolo Ruffini è autore e ideatore, che andrà in scena martedì, 21 marzo (ore 21) al teatro Massimo in occasione della Giornata...

PESCARA. “Un grande abbraccio” è il titolo dello spettacolo, di cui Paolo Ruffini è autore e ideatore, che andrà in scena martedì, 21 marzo (ore 21) al teatro Massimo in occasione della Giornata mondiale della sindrome di down.

Sulla scena infatti, guidati dalla la regia di Lamberto Giannini, ci saranno sei ragazzi con disabilità della compagnia livornese Mayor Von Frinzius. Lo spettacolo è a ingresso libero fino a esaurimento posti. «L’abbraccio è il gesto dell’accoglienza, del perdono e della misericordia», osserva Ruffini, attore, comico e conduttore del noto programma “Colorado”, nel video di presentazione dell’evento. «Chi ha l’opportunità di condividere emozioni con i ragazzi down sa quanto ci tengano all’abbraccio. E visto che il teatro può essere anche terapia, mi verrò a curare e a migliorare volentieri a Pescara. Sarà una grande occasione di bellezza da condividere».

Ieri mattina, al Comune, Antonella Allegrino, assessore alle Politiche sociali, ha presentato la commedia accompagnata appunto dal video di Ruffini, e ha parlato del progetto “Solidarietà fa sport” e degli interventi di sensibilizzazione nelle scuole avviati con la collaborazione dei dirigenti scolastici e dei docenti. I ragazzi assisteranno a delle vere e proprie lezioni, teoriche e pratiche, su quello che è il mondo della disabilità e su come affrontare le fragilità che in fondo appartengono a ciascuno di noi. L’obiettivo del Comune, insieme alle associazioni, come Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) e Cosma (Coordinamento salute mentale Abruzzo), è quello di trasmettere nelle scuole il senso di necessità e di coraggio per superare gli ostacoli della vita e imparare a vivere le difficoltà dell’altro, rispettando anche quelle che sono le norme sui portatori di handicap. «Fino ad oggi hanno partecipato agli incontri 27 classi, per un totale di 700 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Ci sono stati incontri emozionanti», sottolinea Allegrino, «con gli studenti che hanno provato a giocare a basket o a hockey in carrozzina. Nei prossimi giorni ci saranno incontri con il coinvolgimento di circa 1500 ragazzi. Partiamo dalle scuole per coinvolgere la cittadinanza, perché i giovani sono il nostro futuro ed è giusto trasmettergli messaggi fondamentali su tematiche importanti. Essere disabili non significa essere diversi, ognuno di noi ha le proprie debolezze e solo insieme, nella collettività, possiamo curarle».

Federica De Angelis