Casi, la nuova impennata Balzo di 653 in un giorno

A Pescara dilaga la variante inglese. Albani: «Tra i malati gravi anche un 30enne» Ma si registrano 721 guariti e un nuovo indice virale (Rt) che scende a 1,14
PESCARA. Nuova impennata di contagi in Abruzzo. Sono 653 i nuovi casi accertati nelle ultime ore. Per vedere numeri così alti bisogna tornare indietro di tre mesi, a novembre, ai giorni più duri della seconda ondata. A Pescara la variante inglese corre più che mai: la città registra il record assoluto di nuovi casi. Non manca un dato positivo: c’è il numero più alto di guarigioni in un solo giorno, ben 721. Le stime parlano di un indice Rt (erre con ti, il tasso di riproduzione netto della malattia) stabile o in leggera discesa. La situazione, però, resta pesantissima. In ospedale ci sono anche giovani in gravi condizioni e si contano altri 17 morti.
ANCORA VITTIME. Il bilancio delle vittime sale a 1.679. I 17 decessi segnalati nell’ultimo bollettino della regione, sei dei quali avvenuti nei giorni e comunicati solo ieri dalle Asl, riguardano persone di età compresa tra 54 e 94 anni: sei in provincia di Chieti, due in provincia di Teramo e nove in provincia di Pescara. Le vittime recenti sono un 59enne di Città Sant’Angelo, un 60enne di Pianella, una 75enne di Roio del Sangro, un 82enne e un 84enne di Chieti, un 83enne di Vacri, un 87enne di Pescara, un 88enne di Tocco da Casauria, un 90enne di Miglianico e una 94enne di Ortona.
NUOVI CASI. I 653 nuovi casi sono emersi dall’analisi di 6.127 tamponi molecolari. Anche sul fronte della diagnostica si registra un record: è il numero più alto di test processati in 24 ore. È risultato positivo il 10,66% dei campioni. Eseguiti, inoltre, 7.439 test antigenici.
Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di 7 mesi di Pescara e il più anziano è una donna di 93 anni della provincia di Chieti. Quelli con meno di 19 anni sono 148: dieci nell’Aquilano, 67 in provincia di Pescara, 46 nel Chietino e 25 in provincia di Teramo.
RECORD PESCARA. Solo a Pescara i contagi recenti sono 143: è il dato più alto di sempre. A causa della variante inglese, responsabile del 70% delle infezioni, dal primo febbraio a ieri i nuovi casi sono stati oltre 1.500, con una media di 61 contagi al giorno.
Alti i numeri anche negli altri comuni dell’area metropolitana, da Chieti (46) a Montesilvano (33), da Città Sant’Angelo (17) a Spoltore (17), da San Giovanni Teatino (16) a Francavilla al Mare (10). A Lanciano i contagi sono 35. Poi ci sono Teramo (16), Ortona (14), Tortoreto (14), Giulianova (13), Pineto (13), Atessa (11), Vasto (11), Bucchianico (10), Martinsicuro (10).
GLI OSPEDALI. Nonostante i tanti nuovi casi, l’alto numero dei guariti fa sì che gli attualmente positivi si riducano lievemente: sono in tutto 12.634, cioè 86 in meno rispetto a mercoledì. La pressione sugli ospedali, soprattutto quelli di Pescara e Chieti, però, resta fortissima. Sono 687 le persone ospedalizzate. In particolare, 609 pazienti (-8) sono ricoverati in area medica e 78 (due in più, al netto di decessi, dimissioni e ricoveri) sono in terapia intensiva. Dopo il lieve calo di mercoledì, dunque, il numero di persone in rianimazione torna al valore record già raggiunto martedì. Al momento è occupato il 38% dei 204 posti letto di intensiva disponibili, a fronte di una soglia di allarme del 30%. L’Abruzzo supera il livello di allerta anche per i ricoveri in area medica: è occupato il 41% dei posti letto (soglia del 40%).
30ENNE GRAVISSIMO. Con l’aumento repentino dei contagi e con l’esplosione della variante, che a Pescara «sta soppiantando il ceppo iniziale», crescono i numeri dei ricoveri e cambia la tipologia di pazienti. «Vediamo esami di Tac del torace devastanti anche in persone di 30 o 40 anni, cosa che prima non vedevamo», afferma il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani, per provare a spiegare l’attuale situazione. «Ho visto una Tac di un polmone devastato», aggiunge, «un paziente che probabilmente non ce la farà». Quel paziente ha appena 30 anni.
IL PICCO. «Ci troviamo sull’onda della variante inglese, sommata ai cattivi comportamenti. Per vedere gli effetti della zona rossa», dice Albani, «dobbiamo aspettare. Difficile fare previsioni, ma tutti i parametri ci portano a pensare che ancora per una settimana vedremo dati in aumento. Il ministro Speranza ha detto che in Italia il picco ci sarà a marzo. Qui probabilmente arriverà prima, perché l’ondata è partita prima. Se vogliamo che la zona rossa finisca dobbiamo comportarci bene e rispettare le misure preventive», ribadisce per l'ennesima volta l’esperto, «non c’è altra soluzione".
INDICE RT. In attesa del monitoraggio settimanale della Cabina di regia, previsto per oggi, le stime sull’indice Rt - cioè il parametro che indica la capacità del virus di riprodursi tenendo conto anche delle misure di contenimento - parlano di un dato «stabile o in leggera discesa», sostiene il governatore Marco Marsilio. Nel monitoraggio precedente l’Abruzzo era a 1,17. Secondo il calcolo della Regione al momento il dato dovrebbe essere tra l’1,13 e l’1,14, ma la certezza si avrà solo nel pomeriggio, con il report della Cabina di regia.
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