Ciclista protesta e viene investito Nei guai l’automobilista in fuga

Di fronte alle manovre azzardate della Smart, l’uomo protesta ma viene scaraventato contro un palo Il conducente dell’auto scappa dopo aver lanciato un cassonetto contro un testimone: preso dalla polizia
PESCARA. Percorrendo poche decine di metri alla guida di una Smart ha rischiato di investire più pedoni. E poi ha schiacciato letteralmente contro un palo della segnaletica un ciclista che lo ha invitato a rallentare, fino a far piegare la ruota della sua bici. Quindi è fuggito, ma poco dopo è stato rintracciato e bloccato dalla polizia, che lo ha denunciato.
È stata una scena allarmante quella a cui hanno assistito ieri mattina diversi testimoni all'angolo tra corso Vittorio Emanuele e via Palermo e proprio uno dei pedoni che si è trovato lì per caso racconta che non riusciva a capacitarsi di quello che stava succedendo, tanto è stato assurdo il susseguirsi dei fatti.
Sono passate da poco le 10,30 quando la Smart bianca condotta da un 26enne pescarese già noto alle forze dell'ordine e di buona famiglia, si immette su corso Vittorio Emanuele da via Catania. Chi si accorge della sua presenza nota che va di fretta perché, mentre percorre il Corso, una volta arrivato all’altezza di via Palermo, che sta per imboccare, è costretto a frenare bruscamente per evitare di travolgere un uomo sulla bici, dopo aver schivato al volo un pedone che stava passando sul marciapiede opposto di corso Vittorio e una ragazza che attraversava in via Palermo. Il ciclista, rendendosi conto della guida poco prudente dell’automobilista, alza la voce per richiamare l’attenzione del giovane alla guida della Smart e gli dice qualcosa per invitarlo a ridurre la velocità. Ma il rimbrotto viene preso male dall'automobilista che prima getta una sigaretta accesa in direzione del ciclista, lanciata dal finestrino lato passeggero, poi si lancia in una serie di improperi in dialetto fino a ingranare la retromarcia. E a quel punto fa manovra, come se avesse intenzione di investire il ciclista. Ci riesce in pieno e la bici, con l'uomo in sella, finisce schiacciata contro un palo, con la ruota che si piega su se stessa. A quel punto partono le segnalazioni dei presenti a polizia e polizia municipale, per far intervenire rapidamente qualcuno e bloccare l'automobilista, ma il 26enne se ne infischia di quanto accaduto e con lo sguardo pieno di ira, come lo descrive chi lo ha visto, ingrana la marcia e parte, proseguendo su via Palermo, in direzione del mare.
Qualcuno prova a non lasciarlo andare e comincia a correre dietro alla Smart bianca, forse nella speranza di riportarlo alla ragione. Ma succede esattamente il contrario. Il conducente della Smart prima si ferma e va in retromarcia con l’auto in direzione dell'inseguitore (forse per un secondo tentativo di investimento) dopodiché scende, afferra un bidone e lo lancia in direzione di questa stessa persona. Quindi risale in macchina e si allontana.
Per gli uomini della squadra volante, diretti da Paolo Robustelli, non è stato difficile rintracciarlo, grazie al numero di targa della Smart fornito dai testimoni. Intanto in via Palermo arriva una ambulanza della Misericordia per soccorrere il ciclista. Per il 26enne scatta la denuncia per tentate lesioni, minacce gravi, danneggiamento e anche una sanzione amministrativa per guida in stato di ebrezza. La Smart, ammaccata nella parte anteriore, è stata sequestrata, così come la bici danneggiata. Chi ha assistito non ha dubbi sulle intenzioni del giovane automobilista: «Aveva il ciclista praticamente a fianco, all'inizio di via Palermo, e dalla manovra che ha fatto sotto i nostri occhi era chiaro che volesse investirlo. Così come era chiaro che non volesse far passare i pedoni».
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