Cimitero, oltre 500 francavillesi chiamati a pagare gli arretrati

Pioggia di decreti ingiuntivi per l’utilizzo delle lampade votive. Il sindaco Russo convoca il gestore: «Stiamo valutando se le richieste siano legittime, i cittadini non devono pagare più del dovuto»
FRANCAVILLA. È una pioggia di decreti ingiuntivi quella caduta sulla testa di oltre 500 francavillesi, che in questi giorni si stanno vedendo recapitare nelle loro abitazioni le richieste di pagamento per l’utilizzo delle lampade votive del cimitero. Un fulmine a ciel sereno, come denunciato da diversi di loro, che hanno ricevuto lettere di ingiunzione di svariate centinaia di euro, se si somma l’importo richiesto dal gestore, la San Franco che dal 2016 cura il cimitero di contrada Piane e le spese legali. Di fatto, la San Franco avrebbe acquisito dal ruolo della Saie, la società che prima curava ogni aspetto legato al cimitero, i contratti per l'utilizzo delle lampade votive, senza però mai sottoscrivere nulla con gli utilizzatori. Adesso, a distanza di 5 anni dal subentro, ha inviato il sollecito ad adempiere, alle persone che in questo frangente non hanno corrisposto il canone annuo, anche se proprio nel pomeriggio di ieri con una nota la stessa San Franco ha annunciato di «sospendere la procedura», senza specificarne il motivo.
Si parla di circa 100 euro per ogni annualità. Da quello che si apprende però, mai nel corso di questi anni la San Franco ha avanzato richieste di pagamento, né i decreti ingiuntivi sono stati preceduti da un’intimazione a provvedere, prima di procedere con i decreti. Una decisione unilaterale, che ha colto di sorpresa anche il Comune, il quale ha scritto una lettera al gestore invitandolo a un incontro chiarificatore previsto per questa mattina. L'Ente vuole capire se esistono contratti validi stipulati tra la San Franco e i cittadini a cui è stato richiesto il pagamento o, in alternativa, quelli di subentro al precedente gestore; se sono stati regolarmente inviati i bollettini di pagamento prima di avviare le pratiche di ingiunzione, ma soprattutto se è stato rispettato l'articolo 60 del regolamento di polizia mortuaria, secondo cui decorsi inutilmente 60 giorni dalla richiesta di pagamento, si doveva provvedere con il distacco dell'energia elettrica e l'addebito solo di quei due mesi (a dispetto dei 5 anni di arretrati richiesti).
«Insieme agli uffici tecnici stiamo valutando se le richieste avanzate dalla San Franco siano legittime o meno», spiega la sindaca Luisa Russo. «Per fare chiarezza abbiamo convocato il gestore. Il nostro interesse è la tutela dei cittadini, affinché non paghino oltre il dovuto». Il consigliere di opposizione Roberto Angelucci: «Ai cittadini dico di non pagare nulla, perché nulla è dovuto. La San Franco ha acquisito dal ruolo della Saie i contratti per le lampade votive che adesso rivendica, ma non ci sono contratti tra gestore e cittadini. Purtroppo la questione cimitero si trascina avanti da anni a causa di un contratto stipulato tra l'Ente e il gestore. L’invito che rivolgo all'amministrazione è di costituirsi parte civile per difendere gli interessi dei cittadini e rescindere il contratto con la San Franco».

