Cinghiali, la caccia in città Marsilio: noi siamo pronti

L’emergenza: 150mila animali in giro, 1.141 incidenti e danni per 7,5 milioni
L'AQUILA . «L'Abruzzo è pronto all'abbattimento dei cinghiali nelle aree urbane, qualora dovesse ravvisarsi la necessità. Abbiamo un Governo che non ha paura di affrontare i problemi e, finalmente, ci fornisce uno strumento per poter agire». Per il presidente della Regione, Marco Marsilio, non ci sono dubbi: la norma inserita nella legge di Bilancio, che consente di intervenire con la caccia selettiva dei cinghiali anche in città è «uno strumento importantissimo». Del resto, l'Abruzzo aveva già precorso i tempi approvando, a luglio scorso, il nuovo disciplinare per la caccia di selezione al cinghiale che prevede l’abbattimento fino alle 24 con l'ausilio di luci artificiali e la possibilità di utilizzare arco e frecce al posto dell'arma da fuoco.
I dati, seppur sottostimati in quanto riferiti alle sole denunce per incidenti, rendono l'idea di quanto il problema sia sentito, con una popolazione pari a 150mila capi. In pratica un cinghiale ogni 8 abruzzesi. Nel triennio 2019-2021 si sono verificati 1.114 incidenti per 7,5 milioni di euro di danni.
FUCILE IN SPALLA.
L'emergenza è duplice: da una parte le coltivazioni distrutte dai cinghiali, che sempre con maggiore frequenza si avvicinano ai centri abitati. Dall'altra, gli incidenti automobilistici - alcuni gravissimi - provocati dalle improvvise incursioni su strade anche non periferiche. «Quanto il numero è eccessivo», afferma il presidente Marsilio, «non c'è altra soluzione che la cattura o l'abbattimento. Finalmente, all'interno della Legge di Bilancio, c'è una norma che mette in condizione anche le Regioni di intervenire contro i danni della fauna selvatica».
La norma, fortemente voluta dal ministro di FdI all’agricoltura e sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, è tesa a contrastare la proliferazione indiscriminata e dannosa della fauna selvatica, a partire dai cinghiali, «rendendo possibile poter intervenire con decisione», spiega Marsilio, «si tratta di un rafforzamento delle strategie di contrasto fino ad oggi troppo blande e assolutamente inefficaci, come i fatti dimostrano con la presenza dei cinghiali all'interno delle città».
TROPPI DANNI.
Paghiamo ogni anno milioni di euro di danni agli agricoltori per i raccolti devastati e agli automobilisti per gli incidenti provocati dai cinghiali e dalla fauna selvatica in generale, fa presente Marsilio, «certo non possiamo risolvere il problema degli incidenti recintando decine di migliaia di chilometri di strade per impedirne l'attraversamento. Si tratta di una norma seria e coraggiosa e dispiace vedere che la maggior parte della comunicazione in merito è improntata a superficialità e a una rappresentazione grottesca della realtà: non si può raccontare e descrivere questa norma come se domani, chiunque, fosse autorizzato a girare con la doppietta in città o dentro i parchi nazionali e sparare indisturbato.
La norma prevede passaggi seri e rigorosi sotto il controllo della Forestale, con l'autorizzazione di Ispra e dell'Istituto Superiore della Sanità e sulla base di una accertata necessità da parte delle Regioni e dei Comuni».
Di episodi se potrebbero citare a decine. Il più mediatico è sicuramente quello accaduto il 21 ottobre scorso in una scuola dell'infanzia di Bussi sul Tirino dove una famiglia di quattro cinghiali ha fatto irruzione nell'edificio, dopo avere sfondato prima la rete di recinzione del giardino e, poi, il vetro della porta d'ingresso. In pochi istanti il cinghiale più grande è entrato in un'aula dove una quindicina di bambini stavano facendo lezione. Solo l'intervento immediato di un ausiliare, tra il panico generale, ha evitato il peggio.
NORMA PREVENTIVA.
Giocando d'anticipo, il vice presidente della Giunta regionale con delega all'agricoltura, Emanuele Imprudente, in estate ha proposto e fatto approvare in giunta una misura concreta per contrastare l'emergenza dei cinghiali in Abruzzo. «Nel nuovo disciplinare abbiamo inserito importanti novità», ha spiegato Imprudente, «a partire dalla possibilità del prolungamento dell'orario di prelievo dei cinghiali fino alle 24, il ricorso a strumenti per il miglioramento della visione notturna, come visori a infrarossi, visori termici, torce e fari e, per la prima volta in Abruzzo, l'utilizzo dell'arco, che risulta una tecnica a bassa invasività e un'alternativa valida laddove l'utilizzo di un'arma da fuoco può risultare inopportuno per via del disturbo». Secondo la Regione «la caccia di selezione consente un riequilibrio della struttura delle popolazioni di cinghiale e contribuisce ad attenuare gli effetti negativi causati dall'elevata presenza: è attuata principalmente durante le stagioni più calde e in aree agricole in cui le lavorazioni risultano in pericolo o già danneggiate dalle azioni di prelievo del cinghiale». A svolgere Il prelievo selettivo o caccia di selezione del cinghiale sono i cosiddetti selecacciatori, che devono aver conseguito la necessaria abilitazione, seguendo appositi percorsi formativi.

