Colli, residenti sul piede di guerra «Quel supermercato va bloccato»

26 Agosto 2020

Domani assemblea all’aperto con cento cittadini organizzata dal comitato “Salviamo il verde che c’è” Contrario anche il biologo Damiani: «Rischio allagamenti: una follia costruire nell’ultima area libera»

PESCARA. «Il cemento torna a minacciare via Monte Faito». Il monito campeggia sui volantini che i rappresentanti del comitato “Salviamo il verde che c’è” stanno distribuendo tra i residenti dei Colli per sensibilizzare la cittadinanza sulla vicenda della costruzione di un centro commerciale al posto dell’area incolta che si allarga nel quartiere.
Lo stesso avvertimento da giorni rimbalza anche sulle bacheche di Facebook dei cittadini contrari all’intervento edilizio, accompagnato dall’invito a partecipare in massa all’assemblea pubblica che si terrà domani alle ore 18,30 in via Monte Faito, nella zona verde accanto all’area di sgambamento dei cani.
L’ASSEMBLEA Il confronto, al quale prenderanno parte circa un centinaio di residenti e il biologo ed ex direttore tecnico dell’Arta Giovanni Damiani, è stato organizzato da alcuni cittadini che già nel 2016 avevano costituito il comitato “Salviamo il verde che c’è” raccogliendo oltre 700 firme per impedire all’allora amministrazione di centrosinistra di realizzare l’ennesimo supermercato nella parte bassa dei Colli, in una zona considerata a rischio allagamenti.
Il vecchio progetto fu poi accantonato con il benestare di tutte le forze politiche, compresi il Movimento 5 stelle e l’attuale maggioranza di centrodestra. Ma, a distanza di quattro anni, è stata rilanciata una nuova proposta urbanistica, approvata all’unanimità dalla giunta del sindaco Carlo Masci in piena estate, il 30 luglio scorso.
Il relativo piano di lottizzazione con l’indicazione dei singoli interventi (oltre al supermercato su un piano, in uno spazio di 1.460 metri quadri per 5 metri di altezza, il progetto prevede anche un parcheggio pubblico da 45 posti auto, una bretella viaria per migliorare la viabilità tra via Monte Faito e via Valle di Rose e un’area verde con all’interno una strada parco) è stato pubblicato il 10 agosto scorso.
Dal 10 settembre al 9 ottobre prossimi, i cittadini avranno trenta giorni di tempo per presentare le eventuali osservazioni al piano, che saranno esaminate dalla giunta prima dell’ok definitivo sempre da parte dell’esecutivo e non dal consiglio comunale, in quanto si tratta di un’opera conforme al piano regolatore generale.
LA PROTESTA DEI RESIDENTI «La piattaforma commerciale», spiega Marco D’Alberto, portavoce del comitato dei cittadini, «andrà a insistere su un’area a forte rischio idrogeologico, in quanto si tratta di un vecchio fosso di raccolta delle acque piovane provenienti dalla collina, come dimostra la presenza nell’area verde di un canneto che notoriamente si sviluppa nelle zone a forte umidità». I residenti si dicono «contrari al consumo di suolo pubblico» e, invece di un supermercato che considerano «inutile», propongono al Comune «la realizzazione di un unico, grande parco al posto delle sottili strisce di verde che compaiono qua e là nell’attuale progetto, come aree residuali».
L’OPINIONE DELL’ESPERTO Un secco “no” al centro commerciale arriva anche da Giovanni Damiani, ex direttore tecnico dell’Arta, che domani, su invito dei cittadini, argomenterà pubblicamente le ragioni della propria contrarietà. «Innanzitutto il quartiere non ha bisogno del nono supermercato nel raggio di 1.400 metri», anticipa Damiani, «partendo da via Monte Faito troviamo un Conad a 251 metri, un Lidl a 385 metri, Maury’s a 524 metri, Tigre a 625 metri, Eurospin a 690 metri, altri due Conad a 1021 metri e a 1181 metri, e una vera cittadella commerciale, l’Arca, a 1403 metri. È una follia permettere l’apertura dell’ennesimo esercizio commerciale nell’ultima area verde residua».
IL CORSO D’ACQUA Damiani ricorda, inoltre, come fino all’inizio degli anni ’60 tra via Monte Faito e via Fonte Romana era presente l’alveo di un corso d’acqua superficiale che iniziava dalla Fontana delle 5 cannelle in via Strada Vecchia della Madonna, proseguiva fino a piazza Pierangeli, scorrendo sotto un ponticello, e terminava nei pressi del teatro Florian in via Valle Roveto. «Lì si creava una piccola piscina dalle acque limpidissime», prosegue il biologo, «dove tutte le donne del posto, compresa mia madre, andavano a lavare i panni. Il vecchio corso d’acqua è stato poi intubato e scorre sotterraneo lungo lo stesso percorso. Il risultato però è che in caso di piogge abbondanti, come successo a luglio 2019, via Monte Faito si allaga e si trasforma in un torrente trascinando a valle auto e moto. Tutta l’acqua in eccesso che non riesce a essere assorbita anche a causa del consumo di suolo, infatti, si va a incanalare nel vecchio corso d’acqua, che diventa pericolosissimo causando la rottura dell’asfalto e l’esplosione dei tombini».