Costantini: «Così si boicotta la fusione, sì all’ipotesi 2024»

Il consigliere boccia la proposta del rinvio: «È assurda» Scoppia la polemica sui fondi: «Perdiamo subito 40 milioni»
PESCARA. «Questa iniziativa assurda è un processo di affossamento definitivo della fusione. Serve a ritardare il più possibile la nascita della Nuova Pescara, per poi guadagnare il tempo per sabotarla». È tranciante il giudizio emesso da Carlo Costantini, consigliere comunale di Pescara (Azione) promotore nel 2014 del referendum sulla fusione delle tre città. Insieme al segretario provinciale di Azione Stefano Torelli, Costantini snocciola «tutti gli aspetti oscuri, illogici e irrazionali» attorno al progetto di legge di modifica alla norma di istituzione della Nuova Pescara. Diversi i punti contestati dal consigliere e sui quali si fonda l’auspicio che «il legislatore regionale rivendichi la sua dignità e il suo ruolo costituzionale e si rifiuti di approvare la legge. Abbiamo fatto tanto per avere 5 milioni di euro per recuperare i ritardi determinati dal Covid-19, il Parlamento ci ha dato fiducia accordandoceli e ora ritardiamo di altri 5 anni. Lo stesso vale per i 10 milioni di euro l’anno per dieci anni assegnati dallo Stato a partire dal 2024, data prevista per la fusione. Il pdl, posticipando la fusione al 2027, comporterà la perdita di 40 milioni (10 milioni per ogni anno) o, al massimo e sempre che nel frattempo non muti il quadro legislativo, consentirà di recuperarli solo dal 2034».
Altro punto critico secondo Costantini riguarda la possibilità di rinvio al 2027 prevista nel dispositivo su richiesta di due consigli su tre «a maggioranza semplice. Basteranno pochi consiglieri comunali di due soli Comuni per spostare la fusione al 2027», dice. C’è poi la questione legata a quelli che Costantini definisce «super-poteri che si sono riservati il presidente della giunta, Marco Marsilio, e del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, che a settembre valuteranno se la domanda di rinvio potrà o non potrà essere accolta. La data dell’istituzione di Nuova Pescara deve dipendere esclusivamente dalla legge e non dal giudizio di due persone», accusa l’esponente di Azione.
Una delle scadenze modificate nella proposta di legge riguarda la redazione dello statuto, su cui la commissione è già al lavoro da mesi, e che dovrà essere completato entro il 31 gennaio 2024: «Se la nascita della Nuova Pescara rimanesse al 1° gennaio 2024 sarebbe istituito il nuovo Comune senza il nuovo statuto», dice Costantini, «ma anche senza un nome che dovrebbe essere contenuto nello statuto». E ancora il commissariamento. «Qualora le attività previste dalla nuova legge fossero condivise da due soli Comuni, il terzo (quello inadempiente) sarà commissariato. Questo vuol dire che se Montesilvano e Spoltore dovessero accordarsi su tutto, incluse le modalità di attivazione dell’esercizio associato dei servizi, Pescara dovrà totalmente adeguarsi alle loro decisioni, pena il suo commissariamento», conclude Costantini.
«È una proposta di legge agghiacciante», aggiunge Torelli. «Noi vogliamo che la città nasca il 1° gennaio del 2024, basti pensare che per realizzare la Brexit, sicuramente più complessa, hanno impiegato tre anni. Qui sono otto anni che aspettiamo».

