Costruzioni al palo da otto anni Persi tremila posti di lavoro

24 Novembre 2016

La Cisl lancia un appello ai 46 Comuni della provincia di Pescara per sbloccare i cantieri fermi Girinelli: «Con un’opera pubblica in ogni centro si darebbe occupazione a cinquecento persone»

PESCARA. È un settore fermo da otto anni, che ha sperato fortemente nella ripresa quando a L’Aquila sono cominciati i lavori per la ricostruzione post terremoto. E invece il tanto atteso rilancio non c’è stato perché «il 50 per cento delle imprese impegnate nel più grande cantiere d’Europa sono arrivate da fuori regione e, ad oggi, l’edilizia conta 3000 posti di lavoro in meno in provincia di Pescara, attestandosi su 4500 persone che hanno ancora un’occupazione regolare». In questi anni di crisi, l’unica impennata è stata quella del lavoro nero e anche se oggi la discesa sembra finita è complicato pensare a come risalire la china.

Un’idea è partita da Lucio Girinelli, responsabile territoriale della Filca Cisl (Federazione italiana costruzioni e affini), che punta a sbloccare quanto meno le opere pubbliche, visto che «l’immobiliare è fermo, c’è molto invenduto, e quindi nel privato non si costruisce». Il rappresentante dei lavoratori edili ha scritto ai sindaci dei 46 comuni della provincia di Pescara per sollecitare un incontro finalizzato a «sbloccare e accelerare sia i progetti che le opere ferme», per favorire «il rilancio» del settore e degli «investimenti infrastrutturali, condizione essenziale e trainante per la ripresa economica ed occupazionale». Inviando la lettera Girinelli ha ipotizzato la costituzione di «una task force delle opere pubbliche con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali e delle comunità locali che potrebbe rivelarsi utile anche a rilanciare l’edilizia privata».

Ma l’attivismo di Girinelli è stato subito smorzato dal silenzio dei sindaci: alla lettera hanno risposto solo i Comuni di Pescara e Pianella. Il vice sindaco del capoluogo adriatico, Enzo Del Vecchio, ha fissato un incontro per il 10 novembre, poi saltato per l’arrivo in città del premier Matteo Renzi, mentre l’appuntamento con il sindaco di Pianella Sandro Marinelli si terrà il 30 novembre. «C’è ancora tempo per rispondere», dice il sindacalista, «capisco che gli amministratori siano oberati dagli impegni ma un’ora per noi possono trovarla».

L’analisi della Cisl parte dallo stop che si registra «sulle infrastrutture» e dalla «mancanza di risorse pubbliche»: gli interventi in corso, dice Girinelli, «riguardano manutenzioni e lavori conseguenti alle calamità e noi pensiamo che si dovrebbero far ripartire le incompiute. Volendo ipotizzare l’individuazione di un’opera per ogni comune, credo che si potrebbe immaginare di dare lavoro a 500 persone: sarebbe già tanto, perché consentirebbe di occupare chi lavora in nero». Il sommerso, dice Girinelli, è una delle piaghe del settore, oggi più che mai. «È molto diffuso, specie per i piccoli interventi, e le conseguenze sono tutte negative perché la sicurezza diminuisce, la remunerazione anche e si crea concorrenza sleale nei confronti delle ditte serie perché le imprese in regola costano di più. Così il settore si destruttura». Restano, purtroppo, le cicatrici per la chiusura dei due cementifici di Pescara e Scafa (che occupavano 300 persone), rispetto ai quali «la politica si era impegnata a trovare delle soluzioni ma poi non c’è stata la forza» mentre per il futuro le speranze sono legate al Master plan, che è destinato a «funzionare se ci sono i soldi, non se resta un libro dei sogni».

A Pianella, dove la Filca terrà il primo incontro, «c’è un grande fermento di opere pubbliche», dice Marinelli ricordando «gli otto cantieri aperti». E l’interesse a confrontarsi con il sindacato è legato al desiderio di «trovare gli strumenti per far ripartire la partecipazione delle piccole e medie imprese locali alla realizzazione delle opere pubbliche: su questo», suggerisce il sindaco, «dovremmo coinvolgere anche le banche. Ci interessa molto, poi, il tema della sicurezza».

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