E i medici di famiglia vogliono partecipare

Ambulatori a disposizione. Domani incontro con l’assessore regionale Verì per ufficializzare l’accordo
PESCARA. Vogliono fare le vaccinazioni anti Covid, i medici di famiglia, che domani incontreranno l’assessore alla Salute Nicoletta Verì per ufficializzare l’accordo, atteso da settimane. L’impennata di contagi, che non accennano ad arrestarsi con nuove varianti in arrivo (dopo l’inglese, è attesa quella africana), crea panico nei pazienti, soprattutto quelli anziani, che mettono sotto pressione i medici di base con la richiesta delle vaccinazioni. Che però i medici di medicina generale (280 tra Pescara e provincia) non possono eseguire perché manca il placet della Regione. Settimane di battaglie, poi l’annuncio arrivato ieri sera: l’incontro con l’assessore Verì è fissato per domani.
«L’emergenza richiede anche il nostro aiuto, non possono essere lasciati soli i sanitari della Asl che stanno scoppiando» attacca Silvio Basile, rappresentante sindacale dello Smi (Medici italiani), «senza contare le richieste continue dei pazienti che vogliono il vaccino». I medici di base possono eseguire le somministrazioni anche negli studi privati, così come accade per l’antinfluenzale. Oppure si dicono disponibili a stare nelle postazioni delle strutture organizzate dalla Asl, come il Pala Becci al porto turistico. «L’accordo nazionale che consente ai medici di base di poter fare le vaccinazioni, dovrebbe essere applicato anche in Abruzzo, come accade già in altre regioni, Lombardia, Piemonte, Lazio, Puglia e Veneto», spiegava ieri mattina Basile che nei giorni scorsi aveva lanciato l’ennesima richiesta di incontro ai vertici regionali. La chiamata è arrivata nel pomeriggio. Domani, le parti si incontreranno per fare il punto su come e dove impostare nei dettagli la campagna vaccinale insieme ai medici Asl. Il vertice arriva alla vigilia della partenza delle vaccinazioni per gli over 80 al Marina di Pescara, predisposta da Asl, Comune e Protezione civile. Basile, infine, annuncia che «abbiamo presentato all’Aifa un progetto per utilizzare i monoclonali a Pescara. L’infusione di un’ora blocca la proteina con la quale il Covid entra nelle cellule». Ma una dose costa 2mila euro.(c.co.)

