Ergastolo per aver ucciso la moglie, l’avvocato: «Decideremo se impugnare la sentenza»

Il femminicidio di Lettomanoppello. Lo ha detto l'avvocato difensore Luca Pellegrini dopo l'udienza della Corte d'Assise di Chieti che ha condannato all'ergastolo con due mesi di isolamento diurno Antonio Mancini per aver ucciso la moglie, Cleria Mancini (foto)
LETTOMANOPPELLO. "Le decisioni della magistratura vanno sempre rispettate, decideremo se impugnare la sentenza nelle sedi competenti". Lo ha detto l'avvocato difensore Luca Pellegrini dopo l'udienza della Corte d'Assise di Chieti che ha condannato all'ergastolo con due mesi di isolamento diurno Antonio Mancini per aver ucciso la moglie, Cleria Mancini, il 9 ottobre del 2025 a Lettomanoppello, sparandole due colpi di pistola. Mancini oggi ha rilasciato dichiarazioni spontanee, ricostruendo i rapporti violenti con il figlio, che lo avrebbe accoltellato e gli avrebbe fratturato alcune costole. I due quel giorno si sarebbero dovuti incontrare, il 70enne era armato. "L'arma era per intimidirlo, ma non l'ho trovato e me ne stavo andando, durante il tragitto è successa la disgrazia, è successo quello che è successo - ha detto fra l'altro Mancini. Sarà una punizione che avrò a vita perché non mi sono mai macchiato di reati di sangue. Non ho detto una bugia, sto parlando con il cuore, la condanna la pagherò perché ho sbagliato".
Subito dopo aver sparato alla moglie, Mancini si recò a Turrivalignani, entrando prima in un bar, poi in un ristorante, sparando altri colpi, uno dei quali contro il campanile della chiesa. Nel bar l'uomo poggiò la pistola sul bancone, e rassicurò la barista: "Tranquilla, non ti faccio niente, non ti spaventare" - disse alla donna. "Mi ha raccontato che aveva sparato alla moglie però non sapeva se era morta" - ha riferito la donna oggi in aula. "Mia moglie mi ha detto una parola di più, mi sono innervosito e le ho sparato - le disse Mancini - , ma non volevo sparare a lei, cercavo mio figlio". "Sono certa che la giustizia - ha commentato l'avvocato di parte civile Giuseppina D'Angelo - in questo caso ha fatto il suo corso in modo celere e ha rispettato anche la delicatezza della situazione e della famiglia".
