Festeggia un secolo di vita la rivista del Volto Santo

21 Gennaio 2015

MANOPPELLO. Compie cento anni di pubblicazione la rivista del Volto Santo, il Giornalino, periodico a colori edito dai frati cappuccini della basilica che per oltre un secolo hanno diffuso nel...

MANOPPELLO. Compie cento anni di pubblicazione la rivista del Volto Santo, il Giornalino, periodico a colori edito dai frati cappuccini della basilica che per oltre un secolo hanno diffuso nel mondo la conoscenza del Sacro Velo.

Fu infatti padre Francesco da Collarmele nell’ottobre 1905 a fondare il «Bollettino», ma il primo numero iniziò la pubblicazione nel 1906 in coincidenza delle celebrazioni del 400° anniversario dell’arrivo del Volto Santo a Manoppello. La nascita del giornale comportò anche l'attivazione contemporanea di una tipografia all’interno del convento, che all’inizio del secolo contava una ventina di frati. Si tratta di una delle più antiche testate della regione, espressione dei santuari abruzzesi. La rivista subì diverse interruzioni e questo spiega il surplus di dieci anni al compimento del secolo di pubblicazione: per 9 anni, in coincidenza con il terremoto del 1915, che danneggiò seriamente il Santuario, e altri lunghi e tristi anni a cavallo della prima e seconda guerra mondiale, quando il convento fu occupato da truppe tedesche.

«Negli anni» spiega l'attuale direttore, padre Carmine Cucinelli, «la rivista ha raccontato il Volto Santo e la devozione alla straordinaria immagine ai manoppellesi, agli abruzzesi e ai tanti emigrati in Italia e all’estero. A partire dal 1999, dopo il grande riflesso della conferenza tenuta dall’associazione stampa estera a Roma (31 maggio 1999), pur mantenendo la cadenza semestrale, la rivista ha notevolmente aumentato il numero di pagine, diventando a colori, coinvolgendo gli abbonati alle numerose iniziative della pubblicazione e favorendo contributi di studiosi e religiosi italiani e stranieri che seguono con crescente attenzione il culto della reliquia».

Da foglio di stampa del piombo della linotype, oggi si gode di una pubblicazione al passo dei tempi che ha raggiunto una diffusione internazionale. «Abbiamo avuto» spiega il redattore Antonio Bini «contributi significativi di padre Heinrich Pfeiffer, dell’arcivescovo Bruno Forte, padre Andreas Resch, Paul Badde, suor Blandina, Raffaella Zardoni, senza mai perdere il rapporto con la storia locale della reliquia. Da segnalare la costante collaborazione del manoppellese Fabrizio Tricca. Fa piacere rilevare come la rivista sia sempre più spesso ritenuta fonte di riferimento bibliografico per diversi scrittori e giornalisti che scrivono di Volto Santo». Nei prossimi mesi sarà approntata una rassegna delle antiche copertine e le raccolte del giornale.

Walter Teti

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