Forni abruzzesi nel mirino dei Nas, chiusi tre panifici

1 Ottobre 2015

I sigilli dei carabinieri anche a un locale abusivo dove veniva stoccato pane raffermo, sequestrati 2,3 quintali di prodotto destinato a diventare pan grattato

PESCARA. Quale pane sulle nostre tavole? A verificare le condizioni igieniche e sanitarie dei panifici abruzzesi sono i carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni di Pescara (Nas), che nell’ambito dei servizi di controllo ai panificatori condotti negli ultimi giorni, ha operato una serie di ispezioni in tutto l'Abruzzo. Verifiche particolarmente accurate sulle condizioni igieniche e sanitarie dei locali, sul l'adozione delle corrette procedure dell'autocontrollo, etichettatura ed evidenziazione  degli allergeni, a garanzia della salute dei consumatori. In provincia di Pescara due panifici sono stati rilevati particolarmente carenti. In uno  veniva scoperto che pane e materie prime versavano in cattivo stato di conservazione: il titolare aveva infatti adattato uno spazio esterno, peraltro non autorizzato sanitariamente, a luogo di essiccazione di pane per ricavarne pangrattato. Circa 2,3 quintali di pane raffermo sono stati sequestrati, ed è scattata una segnalazione alla magistratura. Inoltre icarabinieri hanno proceduto al sequestro e alla chiusura dei locali attivati abusivamente.

Le ispezioni, al fianco dei servizi igiene delle Asl di Pescara, Teramo e L'Aquila, hanno comportato la chiusura di altri tre panifici nelle rispettive provincie. Nell'aquilano non venivano rispettate le condizioni igieniche mentre nel teramano, nei luoghi di panificazione peraltro sporchi ed attinti da muffe, erano accatastati materiali vari (scaffali e biciclette). Anche nell'altro panificio del pescarese le condizioni dei locali non erano idonee. Per tutti sono stati attuati provvedimenti di chiusura disposti dalle Asl fino al ripristino delle ottimali condizioni sanitarie. In tutto il Nas ha comminato sanzioni amministrative per circa 20 mila euro.