Fuochi di San Franco 30mila euro per lo show

FRANCAVILLA AL MARE. È quasi tutto pronto a Francavilla per i tradizionali fuochi d'artificio che domenica sera, qualche minuto prima della mezzanotte, chiuderanno le feste in onore di San Franco. Un...
FRANCAVILLA AL MARE. È quasi tutto pronto a Francavilla per i tradizionali fuochi d'artificio che domenica sera, qualche minuto prima della mezzanotte, chiuderanno le feste in onore di San Franco. Un appuntamento simbolo dell’estate cittadina, nato quasi un secolo fa.
La spesa complessiva, sostenuta dal Comune è di circa 30mila euro, per uno show che nel corso del tempo è diventato un’icona della città, capace di richiamare moltissime persone anche dai centri vicini e che, negli anni, ha cercato di migliorarsi anche in virtù di una sana competizione con i fuochi di Sant’Andrea, a Pescara. Ed è cambiata anche la tempistica. Prima i fuochi erano più lenti e duravano oltre un’ora. Adesso si punta sull’intensità, con 45 minuti da vivere tutti d’un fiato. Una volta il posto più bello per guardarli era il terrazzo di Palazzo Sirena. Ora sono parecchi quelli che si radunano al belvedere davanti al palazzo del Comune, così come nelle vicinanze dell’istituto ex Padovano, nel paese alto, il punto migliore da dove gustarsi il colore e il rumore della notte più caratteristica dell’estate francavillese.
I fuochi a mare, come vengono abitualmente chiamati in città, risalgono al periodo precedente la seconda guerra mondiale, quando le navi della Regia Marina sostavano davanti la costa per assistere allo spettacolo pirotecnico, che non si è mai spostato dalla Sirena. A differenza di quanto accade oggi però, in principio non si trattava di veri e propri fuochi d’artificio: era un fuoco a terra, con batterie, girandole e fontane a colorare la notte del 18 agosto. Per molti anni, a cavallo della seconda guerra mondiale, a curare l’organizzazione dello spettacolo è stata la ditta Bellafante, esperta nella lavorazione di polvere da sparo di uso militare e abile a confezionare i fuochi d’artificio, anche grazie a un discreto numero di dipendenti. Successivamente, a raccogliere il testimone è stata l'impresa di Giuseppe Basilico Garibaldi, basata in contrada Setteventi, prima della Fraccano con il laboratorio in contrada Piane.
La prima era specializzata nel confezionamento di fuochi di primissimo livello per quel tempo, parliamo degli anni ’70, quando l’avvento dei cinesi era un pensiero ancora ignoto nell'immaginario collettivo e la produzione avveniva proprio in città. Tanto che, come ricorda chi ha qualche anno in più, nei giorni precedenti il 18 agosto, i responsabili si esercitavano dove poi avrebbero piazzato le basi di lancio, per la gioia dei più piccoli che passavano ore ad osservare lo spettacolo. Questo fino agli anni ’80, quando con la costruzione della variante furono fatte chiudere le case matte della stessa ditta Garibaldi. Da qui in poi tante sono state le società che nel corso degli anni hanno curato i fuochi d’artificio della festa di San Franco, tra le quali anche la Di Giacomo di Città Sant’Angelo, passata alle cronache per la tragica esplosione del luglio 2013. Oggi i fuochi sono affidati alla Morsani di Rieti, che anche quest'anno curerà lo spettacolo pirotecnico con l’aggiunta di sei pontoni da cui far partire i lanci, e razzi che andranno a disegnare il cielo di Francavilla, chiudendo la lunga settimana del Ferragosto.
(a.d.s.)
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