Gli animalisti contro l’ufficio Veterinario

6 Ottobre 2016

Le associazioni consegnano un dossier al direttore generale Asl Mancini per un’indagine interna

PESCARA. La data dell’incontro non è stata scelta a caso, il 4 ottobre, giorno di San Francesco e giornata degli Animali, perché è proprio delle questioni legate al mondo animale, e in particolare alle attività e ai servizi forniti dall’ufficio veterinario Asl di Pescara, che si sono confrontate le associazioni animaliste con il direttore generale della Asl Armando Mancini.

All’incontro erano presenti Gabriele Bettoschi (Codici Abruzzo); Carmelita Bellini e Cristina Feriozzi (Dog Village); Gianfranco Bellini (Enpa); Stefania Barone e Monica Di Felice (Lav); Pierluigi Guidi e Paola Canonico (Lega del Cane); Ambra Ferri (Oipa) e Alessio Dalonzo (Meta). I temi affrontati sono stati, in particolare, la struttura e la gestione del canile sanitario, la re-immissione dei cani sul territorio secondo Bettoschi «al limite del codice penale», le colonie feline, la reperibilità veterinaria e il servizio di accalappiamento dei cani. Temi che le associazioni hanno approfondito in una dettagliata relazione consegnata al direttore Mancini, corredata da una corposa casistica «da cui si evince», sottolinea ancora Bettoschi, «come l’ufficio veterinario Asl di Pescara ometta o rifiuti atti di propria competenza per una libera e arbitraria interpretazione delle normative vigenti. Un comportamento che assume rilevante gravità», sottolinea ancora il rappresentante di Codici Abruzzo, «perché trae in inganno anche i Comuni che si avvalgono dell’attività tecnica della Asl, creando inutili sofferenze per gli animali, forti disagi per i cittadini e un non favorevole rapporto costo-beneficio per l’attività svolta». Alla fine dell’incontro, sulla base delle problematiche illustrate, le associazioni hanno chiesto al manager della Asl «un tavolo di concertazione, e che venga avviata un’indagine interna per la quantificazione della spesa pubblica legata anche alla gestione del canile sanitario, che sorge in subaffitto in un’area demaniale mentre l’ambulatorio veterinario è costituito da un box in metallo; e alla qualità del servizio offerto alla collettività. Dal canto suo, secondo quanto fa sapere Bettoschi, il direttore generale Mancini «ha assicurato che, concluso il momento di verifica di quanto le associazioni hanno indicato, sarà istituito un tavolo tecnico per migliorare il servizio di tutela del mondo animali e la lotta al randagismo».