Guerra tra associazioni per il trasporto dei feriti

9 Marzo 2017

La Asl affida il servizio a una onlus nata nel 2015, Misericordia e Cri vanno al Tar Già presentato il ricorso: «La convenzione è da annullare, ci penalizza»

PESCARA. Uno scontro tra 4 associazioni di volontariato per un affare della sanità che potrebbe superare i 150 mila euro all’anno. Le associazioni si contendono il «trasporto infermi e feriti non gravi». Un’attività che la Asl ha affidato, dal 1° gennaio scorso e fino al 30 giugno prossimo, all’associazione Life Pescara Onlus. Contro l’affidamento si schierano la Misericordia di Pescara, la Croce Rossa di Spoltore e la Croce Rossa di Penne che hanno presentato un ricorso al Tar di Pescara per chiedere l’«annullamento» della convenzione tra la Asl e la Life Pescara Onlus. Tre gruppi storici di volontari contro un’associazione nata nel 2015. Misericordia e Cri bollano l’affidamento alla Life Pescara come «illogico» e «irragionevole» e denunciano la «violazione di ogni norma e principio in materia di motivazione di atti amministrativi discrezionali».

Ma non è soltanto una contesa di principio: con il ricorso, Misericordia e Croce parlano di di un «danno economico finanziario connesso all’impossibilità di pervenire a un equilibrio di bilancio a causa dell’ulteriore riduzione dell’attività di trasporto infermi provocata dall’ingresso di una nuova associazione di volontariato operante nello stesso settore».

Alla Life Pescara è stato affidato il servizio di trasporto feriti «nella sola forma programmata» e cioè a chiamata della Asl «consistente nel trasporto di infermi, feriti da realizzarsi con ambulanza di tipo B e nel trasporto disabili, sangue, adi, postale e materiale biologico». Lo stesso servizio era stato affidato già all’associazione tra il 9 giugno 2016 e il 31 dicembre 2016. La convenzione – tra il direttore generale della Asl Armando Mancini e la presidente della Life Pescara Claudia Castagna – spiega che le altre associazioni di volontariato non sarebbero riuscite a garantire il servizio e, quindi, è stato necessario affidare il trasporto alla Life Pescara: «Al momento», dice il documento, «i soggetti esterni convenzionati non risultano sufficienti per soddisfare la domanda di trasporto sanitario il quale deve essere mantenuto a livelli efficaci tali da evitare ripercussioni negative sull0utenza». È un passaggio centrale perché Misericordia e Croce Rossa, sul ricorso, denunciano di non essere mai state interpellate dalla Asl e che, invece, avrebbero potuto svolgere il servizio senza problemi. La convenzione mette per iscritto anche i compensi: 13 euro a chiamata per l’ambulanza più i rimborsi chilometrici (0,67 euro a chilometro) e la sosta (8 euro a ora); 12 euro a chiamata per il trasporto disabili più 0,60 a chilometro e la sosta; 11,36 euro per il trasporto sanitario con auto più 0,50 a chilometro e la sosta. Per capire quanto è importante l’affare del trasporto feriti non gravi, la Life Pescara ha ricevuto dalla Asl quasi 14 mila euro per il mese di dicembre 2016 e oltre 23 mila per gennaio scorso. Dall’agosto 2016 a gennaio 2017, la Asl ha pagato oltre 60 mila euro per il servizio.

«Ma dalla convenzione emerge che sul territorio non ci sarebbero risorse, di mezzi e umani, e pertanto è stato necessario affidare l’incarico a un’altra associazione», afferma Berardino Fiorilli, presidente della Misericordia di Pescara, «ma questo non è vero perché, in questo periodo, i nostri servizi sono diminuiti e non saliti. Quello che sostiene la Asl nella premessa della convenzione non è vero. La Asl», continua Fiorilli, «ha fatto la convenzione di punto in bianco, senza chiedere niente né a noi né alla Croce rossa. Questa convenzione è inopportuna e, con il ricorso, chiediamo alla Asl di tornare indietro».

Gianni Taucci, responsabile della Croce Rossa di Penne, dice: «Il ricorso non è un atto di accusa contro un’altra associazione ma è mirato a capire le intenzioni della Asl. Le associazioni si reggono anche su questi servizi e i ricavi, poi, si riutilizzano nell’assistenza sul territorio: se si chiudono i rubinetti alle associazioni, poi, il territorio ne risentirà. Non c’è una guerra tra volontari: noi lavoriamo insieme per la popolazione. Il mantenimento della vita delle associazioni è un bene per il territorio, durante le emergenze e non solo, dall’assistenza alle famiglie in difficoltà fino ai disperati per strada».

Il ricorso al Tar è stato sottoscritto anche da Pierluigi Parisi, a capo della Croce Rossa di Spoltore, e condiviso anche da altre associazioni: Misericordia di Scafa e di Alanno, Bussi Soccorso e Manoppello Soccorso. «Queste associazioni riguardano oltre il 90 per cento del volontariato in provincia di Pescara», dice Fiorilli, «e a breve fonderemo un soggetto un giuridico unico».

Secondo la Asl, il ricorso è «infondato» e «sussistono buone ragioni di tutela delle scelte aziendali». Sarà l’avvocato Andrea Modesti a difendere la Asl davanti al Tar.

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