I consigli per difendersi a Natale dall’attacco della doppia epidemia

Parla Grimaldi, il primario di Malattie infettive all’Aquila «Lavarsi spesso le mani, evitare posti affollati e vaccinarsi»
L'AQUILA. La parola d'ordine è prudenza, anche in vista del Natale quando ci si ritrova per pranzi in famiglia e feste tra amici.
L'influenza Australiana, arrivata quest'anno con largo anticipo, raggiungerà il picco massimo a fine dicembre sommandosi ai contagi dovuti al Covid. A rischio, soprattutto, anziani e bambini. Per evitare di ammalarsi è bene seguire tre semplici regole, come spiega al Centro Alessandro Grimaldi, primario dell'Unità operativa di Malattie infettive dell'ospedale San Salvatore dell’Aquila: lavarsi spesso le mani per 40-60 secondi con il sapone, evitare posti troppo affollati e vaccinarsi.
Professor Grimaldi, quali sono i sintomi dell'influenza Australiana?
Febbre elevata, mal di gola, raffreddore, dolori muscolari e alle articolazioni sono i classici sintomi legati all'influenza. L'Australiana si caratterizza per essere particolarmente aggressiva e violenta, soprattutto con l'insorgenza di febbre alta, anche intorno ai 40 gradi, e con una sintomatologia amplificata rispetto alle ondate influenzali degli anni passati. Durante la pandemia siamo stati protetti dalle mascherine, che hanno impedito oltre al Covid la diffusione dei ceppi influenzali. L'Australiana, anche in Europea, ha anticipato il periodo di diffusione, che solitamente si registrava verso la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio, con un'esplosione di casi già a fine novembre.
Quanto dura la fase influenzale?
La sintomatologia media può durare dai 7 ai 10 giorni, con una fase iniziale più acuta, in cui si manifestano i problemi principali, per poi attenuarsi. Le regole da seguire sono restare in casa, al caldo, massimo riposo e antipiretici in caso di stato febbrile.
Perché l'Australiana colpisce di più i bambini?
I bimbi hanno un sistema immunitario più fragile e sono più vulnerabili. Per due anni c'è stata un'attenzione maggiore al rispetto delle norme igienico-sanitarie che ha fatto sì che ci fosse un crollo, a livello mondiale, della diffusione di virus influenzali. Nel momento in cui, di colpo, si sono dismessi i presidi protettivi, mascherine comprese, i soggetti più fragili, cioè bambini e anziani, sono diventati i più esposti anche a possibili complicanze. La più temibile è la polmonite di tipo virale a cui può sovrapporsi anche una polmonite batterica, che possono rappresentare un rischio anche per la vita stessa.
Esistono delle precauzioni per evitare di ammalarsi?
L'influenza si trasmette per via aerea, attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce. Un altro mezzo di diffusione è il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per non cadere vittima dell’influenza è necessario evitare i contatti con le persone ammalate, mantenendo ad esempio un metro di distanza da chi presenta già i sintomi ed evitare poi i posti troppo affollati dove è opportuno indossare sempre la mascherina. Non toccare mai occhi, bocca e naso: i virus possono, infatti, diffondersi toccando in rapida sequenza una superficie contaminata e zone sensibili come il naso, gli occhi e la bocca.
Come distinguere l'influenza stagionale dal Covid?
In realtà i sintomi della prima sono simili a quelli del secondo e, in alcuni casi, sovrapponibili visto che entrambe le infezioni colpiscono soprattutto le vie aeree superiori.
Le ultime varianti del Covid sono molto più contagiose ma, nello stesso tempo, meno letali mentre nella prima fase pandemica si riscontravano forme gravi come polmoniti associate a insufficienza respiratorie. Oggi i sintomi sono di fatto più simili a quelli di un’influenza. La prima cosa è effettuare il tampone per capire se si tratta di influenza o Covid, ma il messaggio principale che deve passare è in ogni caso la vaccinazione.
Quanto sono efficaci i vaccini?
Quest'anno c'è stata una ridotta adesione alla campagna vaccinale antinfluenzale che, per gli ultrasessantenni, è stata associata alla vaccinazione contro il Covid. Un calo di tensione nei confronti dei virus dovuto a una sorta di forma di stanchezza e abbassamento di motivazione, dopo tanti mesi vissuti nella forte preoccupazione per la pandemia, ha prodotto un'adesione non ottimale alla campagna vaccinale. E questo non aiuta sia la lotta al Covid sia all’influenza. Inoltre, la circolazione di questo secondo virus è iniziata molto prima vanificando anche gli effetti positivi della vaccinazione. Ma il modo migliore per proteggersi dall’influenza e dal Covid resta il vaccino, in particolar modo per chi ha più di 65 anni o soffre di patologie di base che potrebbero aumentare il rischio di complicanze.
Chi può fare il vaccino antinfluenzale?
Tutte le fasce d’età sono compatibili con i vaccini, ad eccezione di chi ha meno di sei mesi. Per i bambini sotto i 9 anni, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi di vaccino antinfluenzale stagionale, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane. Per tutti gli altri è sufficiente una sola dose. Il vaccino è raccomandato ad anziani e fragili.

