I debiti dell’Ente manifestazioni Il Pd: ecco i primi pignoramenti

I consiglieri Dem chiedono l’accesso agli atti e denunciano: ci sono fornitori che non sono stati pagati Sott’accusa la gestione dell’Emp: «Ora risponda la politica». E il caso approda al prossimo Consiglio
PESCARA. Ancora debiti per l’Ente manifestazioni pescaresi. L’associazione, che dal 1950 organizza manifestazioni culturali, concerti e spettacoli, dal jazz alla lirica, fino alle evoluzioni funamboliche delle arti circensi, ha ricevuto delle richieste di pignoramento da fornitori che non sarebbero stati pagati.
La denuncia è arrivata dai consiglieri del gruppo Pd in Comune, confermata da fonti interne all’Emp. Secondo quanto riportato ieri in conferenza stampa da Piero Giampietro, Francesco Pagnanelli, Giovanni Di Iacovo e Marco Presutti, la situazione finanziaria tutt’altro che rosea dell’Emp si sarebbe già abbattuta sul Comune, in quanto socio e suo finanziatore. «Attorno alla gestione dell’Ente manifestazioni pescaresi c’è una grande nube», accusano i consiglieri. «Abbiamo scoperto che ci sono dei pignoramenti che terzi hanno fatto presso il Comune, perché evidentemente non sono stati pagati dall’Emp».
Da Palazzo di Città al momento nessuna conferma sulla ricezione di atti ufficiali di pignoramento, anche alla luce del fatto che il contributo annuale che il Comune versa all’Ente pari a oltre 196mila euro è stato versato totalmente a settembre. Il Pd ha presentato una richiesta di accesso agli atti, e nel frattempo si rivolge all’amministrazione affinché «faccia chiarezza su qual è il monte debitorio complessivo e sul perché non sono stati pagati i fornitori, nonostante l’esplosione di fatturato che l’Ente ha avuto questa estate gestendo moltissimi eventi in più. Il nostro timore è che in questa cortina fumogena i debiti siano fuori controllo, che il personale potrebbe non essere stato pagato e che questi pignoramenti possano arrivare anche alla Regione o peggio ancora al ministero della Cultura. Parliamo di una cosa grave perché Pescara ha sognato di diventare capitale europea di arte contemporanea e questa sarebbe una figuraccia nazionale», affermano. Non è la prima volta che capitano episodi simili. Ad aprile scorso, era stata la società di riscossione tributi, Adriatica Risorse, ad emettere un atto di pignoramento a causa di tasse non saldate. Quella vicenda si affiancò alle polemiche in consiglio comunale, sia per le quote non versate dal socio privato, l’associazione Amici dell’Emp, che per la mancata risposta a tre associazioni, tra cui la Flaiano, che avevano richiesto di entrare nella società. «Siamo a sostegno dell’Ente e vogliamo che torni a brillare», ribadiscono i Dem. «Ora va fatta un’attività tempestiva e a rispondere deve essere la politica, considerando che la guida dell’Ente è di nomina politica. Nel consiglio comunale del 20», anticipano «chiederemo al sindaco con una interrogazione o con un ordine del giorno, qual è la sua posizione su questa gestione finanziaria, evidenziando che non stiamo mettendo in dubbio il progetto artistico e culturale, ma l’assenza di trasparenza da parte dell’Emp».
Contattato dal Centro, Valter Meale, presidente del CdA (in scadenza e la nuova composizione potrebbe essere presentata già la prossima settimana) ha preferito non fare dichiarazioni.

