I “Koinaim” sul palco con Gegè Telesforo: un sogno che s’avvera

14 Luglio 2019

Con il loro jazz, il gruppo abruzzese si avvia a diventare uno dei più apprezzati del panorama musicale nazionale

CHIETI. Speriamo di farcela. Vogliamo farcela. Forse ce l’abbiamo fatta. A diventare in breve tempo una delle band della "avant-garde jazz" più apprezzate nel panorama nazionale raccogliendo da varie parti consensi ed apprezzamenti mentre continua a infittirsi il calendario dei prossimi appuntamenti.
Sono in quattro, tutti di Chieti, età media ventiquattro anni, si chiamano “Koinaim”, un nome che scaturisce dall’unione del greco “koiné”, ovvero linguaggio comune, e dell’inglese “aim”, che sta per scopo. Più semplice di come possa apparire, almeno per i componenti del gruppo, ovvero Miriana Faieta (voce), Christian Mascetta (chitarra), Pietro Pancella (basso) e Michele Santoleri (batteria), giovani con una solida preparazione musicale alle spalle ed una determinazione che traspare in maniera evidente, pur non venendo mai esibita. Basta scambiare con loro poche parole, ascoltare un paio di brani e subito scatta la percezione di una profonda e collaudata conoscenza reciproca, di un condiviso senso della narrazione nonchè della vicinanza agli stili della "fusion" e del "neo soul" accompagnata da un inesauribile desiderio di sperimentare. Giovanissimi, hanno vinto due anni fa importanti concorsi come il “Chicco Bettinardi ” ed il “Tuscia in Jazz European Award ” per poi partecipare al “Piacenza Jazz Fest” e, la scorsa estate, esibirsi due volte nel corso della prestigiosa rassegna del “Pescara Jazz”. «Beh, nell’ultimo anno di cose ne sono successe tante», afferma Miriana, voce e portavoce del gruppo, «a partire dall’incontro, a Rovigo, con Gegè Telesforo che ci ha preso subito sotto la sua “ala protettiva”, chiedendoci di collaborare con lui. E già questo può bastare. Pronti, prontissimi a partecipare al suo tour estivo che toccherà diverse località».
Proviamo a descrivere la musica dei “Koinaim”? «L’intento è di raccontare vari aspetti della vita e proviamo a farlo attraverso l’arte, una ninfa destinata forse a essere il più delle volte inascoltata. Il nostro primo cd, autoprodotto e presentato un anno fa, si chiama “Views in pieces”, visione in pezzi, appunto, di quanto ci circonda». Nei ricordi di Miriana, il palco del Teatro Marrucino. «Mia madre, Sabina Davide, è una cantante lirica e quell’ambiente mi ha sempre affascinato fino a non pensare mai di poter vedere realizzate le mie aspirazioni in modo diverso». Opinione naturalmente condivisa da tutti e quattro ed è bello sentirlo dire, in maniera spontanea e al tempo stesso decisa.
Decisa e travolgente come la passione, accompagnata da una grande sensibilità musicale, di Pietro, figlio di Tony Pancella, pianista e compositore teatino che ha partecipato ai più noti festival jazz suonando con artisti di grande spessore, che si è concentrata negli anni, con risultati di assoluto rilievo, sullo studio del contrabbasso classico. L’affascinante mondo delle percussioni ha invece scandito l’infanzia di Michele, che questa estate suonerà in tournée anche con il quintetto "Soundz for Children" dello stesso Telesforo: «Un onore essere il batterista di un artista di calibro internazionale come Gegè e condividere il palco con musicisti di grande livello. Un’occasione di crescita e, chissà, un sogno che si sta per realizzare». Come quello di Christian che, con la sua chitarra jazz, dopo anni di studio, ha comunque già avuto modo di essere annoverato tra i “session man” più apprezzati del panorama italiano. Un gruppo che sta allargando i propri orizzonti pur rimanendo molto legato al territorio. «Non rappresenta un caso», aggiunge Miriana, «la scelta di Palazzo Lepri a Chieti per la presentazione del cd, così come non lo è il fatto che i nostri grafici, Enrico Viani e Luna Angelini siano abruzzesi al pari dei fonici Domenico Pulsinelli e Claudio Esposito. Siamo nati e ci siamo fatti conoscere qui, dove il numero di quanti ci seguono, una sorta di comunità, si è andato via via allargando in un passaparola che porta sempre più persone ai nostri concerti».
Quartier generale fissato in un locale situato in zona Tricalle, pochi metri quadrati ben attrezzati che racchiudono tanta passione e creatività. Si parte, il più delle volte, da una idea di Pietro e Christian. Poi ci si lavora sopra, provando e riprovando testi e arrangiamenti fino a notte inoltrata. Brani che, impreziositi dall'incisiva e coinvolgente voce di Miriana, vengono confezionati, al di là delle doti tecniche, con intelligenza, gusto e creatività. Comunque in grado di catturare immediatamente l’attenzione di quanti amano una "fusion" caratterizzata da una buona dose di melodia.
Due settimane fa, un’apprezzata esibizione, con il Gegè Telesforo Group, alla Casa del Jazz di Roma. «Dove abbiamo anche ricevuto i complimenti del grande Renzo Arbore», conclude Miriana. «Serata indimenticabile, è stata per tutti noi davvero un'enorme emozione».
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