I medici di famiglia ai pazienti «Non affollate gli ambulatori»

Il vice presidente dell’Ordine: da noi solo visite urgenti, sul Covid-19 rispondiamo al telefono I sanitari reclamano maggiore protezione: «Mascherine, camici e disinfettanti monouso»
PESCARA. I medici di base chiedono di essere riforniti di mascherine, camici, guanti e gel disinfettanti monouso, precauzioni per fronteggiare gli ingressi in ambulatorio di pazienti con particolari patologie respiratorie, ai tempi del coronavirus.
L’Ordine dei medici di Pescara, guidato da Maria Assunta Ceccagnoli con il vice Renato Seller, lancia l’appello all’utenza: «Non affollate gli ambulatori se non per ragioni strettamente legate a precarie condizioni di salute, visite e consulti urgenti». Le informazioni sulle buone pratiche da adottare e sulla profilassi da seguire per scongiurare una eventuale attacco virale «si possono richiedere anche telefonicamente». Ansia e panico da Covid 19 travolgono l’utenza dei professionisti della medicina generale che si ritrovano subissati di lavoro con continue richieste da parte dei pazienti su cosa fare, come comportarsi in caso di epidemia o, peggio, pandemia.
«I pazienti sono allarmati», afferma Renato Seller, vice presidente dell’Ordine e medico di base nel bacino di Nocciano, Rosciano e Cepagatti, 1200 utenti, «chiedono notizie su come affrontare un eventuale arrivo del virus sul nostro territorio. Noi cerchiamo di tranquillizzare le persone che cedono al panico spiegando loro che corrono rischi maggiori chi arriva dalle zone rosse», dalla Cina e dalle cinture off limits italiane, «e consigliamo di adottare le precauzioni dettate dal ministero della Salute», ossia lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base di alcool per eliminare eventuali manifestazioni virulente, stare a distanza di almeno un metro da persone che manifestano infezioni, tosse, starnuti e tutte le altre regole per stare in sicurezza che si possono leggere sul sito ministeriale.
Dirottati dalle autorità sanitarie verso i centri medici territoriali per non intasare 118 e pronto soccorso dell’ospedale, i cittadini invadono le sale d’attesa dei medici di famiglia. Un fenomeno che non accenna ad arrestarsi, anzi: «Cerchiamo di scoraggiare i pazienti a venire in ambulatorio per futili motivi», prosegue Seller, «o con esami di vecchia data in mano» per cercare certezze e rassicurazioni, «certificati patenti, pratiche amministrative varie, che si possono rimandare ad altra data. Malgrado tali raccomandazioni, i pazienti in ambulatorio continuano ad aumentare e ciò è sconsigliato per ragioni di sicurezza, igiene e profilassi in un periodo in cui ancora reggono le manifestazioni influenzali tradizionali. Ci dibattiamo tra questi affollamenti e le richieste di informative telefoniche sul virus, che ci danno altro bel da fare. Per non parlare delle centinaia di pagine di decreti, normative, avvisi governativi che ogni giorno dobbiamo sfogliare e studiare per essere sempre aggiornati sull’argomento».
Restano in attesa di rifornimenti governativi di dispositivi anti-coronavirus, i medici di famiglia. Nel frattempo, hanno acquistato di tasca propria le dotazioni necessarie: «Stiamo provvedendo per nostro conto, indossiamo le mascherine quando riceviamo pazienti con particolari problematiche respiratorie», ma la richiesta agli organismi governativi, per il tramite dei sindacati di categoria, è di «avere in dotazione dispositivi monouso in tutti gli studi medici».
Il presidente dell’Ordine provinciale, Ceccagnoli, fa sapere che «le dotazioni potrebbe giungere dalla Protezione civile». Nel frattempo annuncia che «la Asl ha previsto corsi di formazione, i prossimi 7 e 12 marzo, rivolti a tutti gli operatori sanitari, per essere costantemente aggiornati sull’evoluzione della malattia». E rassicura: «La filiera del comando regionale e nazionale sta funzionando perfettamente, si fanno regolarmente incontri di natura organizzativa e si divulgano notizie in tempo reale». Quindi, le raccomandazioni della Ceccagnoli all’utenza: «Non è un virus ad altissima mortalità, dobbiamo stare tutti con i piedi per terra ed essere razionali. Cedere al panico non aiuta nessuno».

