I negozianti di viale Muzii: affari crollati per i lavori

17 Marzo 2018

Parcheggi impossibili e vendite in picchiata: scoppia la protesta in centro «Se perderemo altri clienti, scenderemo in strada con ombrelloni e sdraio»

PESCARA. Sono pronti a scendere in strada con ombrelloni e sdraio per protestare contro il cantiere della pista ciclabile in viale Leopoldo Muzii. Quei 17 posti auto eliminati per far posto a 250 metri di tracciato ciclopedonale, che collega l'incrocio con viale Regina Margherita fino all'imbocco della strada parco, stanno togliendo il sonno ai commercianti del quartiere che denunciano un crollo degli affari del settanta per cento.
Licenziamenti. E qualcuno sta pensando alla chiusura dell'attività o ai licenziamenti del personale. Tra rabbia e disperazione, «ben consci» che i lavori dell'impresa esecutrice Raffaele Caterino di Casal di Principe (Caserta) devono procedere come da appalto, i negozianti hanno chiesto al neoassessore alla Mobilità Giuliano Diodati di «venire a vedere come muoiono le nostre imprese». Diodati ha raccolto l'invito degli imprenditori e promesso un sopralluogo a breve.
Ma non ha promesso miracoli: «Purtroppo è tardi per interrompere i lavori», commenta l'amministratore da poco rientrato in giunta al posto di Stefano Civitarese, «la città ha fatto molto per la mobilità ciclopedonale, ma su questo progetto mi sarei opposto, se fossi stato in giunta. Non si può fare tutto, ogni atto va raccordato con le categorie produttive che non si possono abbandonare. Vanno individuate le soluzioni meno traumatiche. Non dico che bisogna lasciare che le auto parcheggino proprio davanti ai negozi, ma bisogna fare bene le infrastrutture perché non esistono solo i ciclisti, ma bisogna mettere insieme le esigenze di tutta la comunità. Dunque, è necessario anche lavorare a un progetto di mobilità integrata col trasporto pubblico».
Vetrine prigioniere. Nel frattempo, la rabbia degli imprenditori sale. Le vetrine dei negozi sono «prigioniere delle transenne». Lo spazio dei marciapiedi riservato agli ingressi nelle attività si è ridotto notevolmente. La fame di parcheggi si esplicita nelle manovre azzardate degli automobilisti che posteggiano, anche solo per qualche minuto, all'interno degli spazi riservati al cantiere e davanti alla fermata dell'autobus. Mentre i pedoni che attraversano pericolosamente la strada lontano dalle strisce. Bus, camion, furgoni e automobili sono costretti a rallentare, e talvolta a fermarsi, nel punto più pericoloso in cui il tracciato ciclabile si interseca, formando un imbuto, nella zona dello spartitraffico, a due passi dall'imbocco della strada parco dove la pista si è ormai allungata e giunta al traguardo. Lì davanti, all'incrocio con via Battisti, c'è la cartoleria Euroufficio di Michele Di Lello: «In estate lavoriamo moltissimo, sarà il nostro banco di prova. Se la pista ciclabile ci toglierà ulteriormente la clientela, scenderemo in strada con ombrelloni e sdraio», minaccia il commerciante, che contesta l'eccessivo controllo della vigilanza urbana: «Fanno multe a raffica, ma vogliono farci chiudere?».
Incassati 38 euro. Ci sta pensando Iole Gaspari, battagliera imprenditrice che porta avanti l'intimo Harmony insieme alla figlia Roberta Mancini: «Di questo passo, chiudiamo», si intristisce, «perché non eliminano i cantieri un pezzo alla volta per liberare i negozi soffocati dalle transenne? Abbiamo dovuto disdire gli ordini dei nuovi arrivi perché non vendiamo. Ieri abbiamo incassato 38 euro in tutta la giornata».
Una cliente, Luana Ferri, non si spaventa per le transenne: «Le oltrepasso e faccio acquisti dove li ho sempre fatti. Però, questo enorme spartitraffico che crea la strozzatura del traffico, a che serve? Si potrebbe ridurre», suggerisce la residente. Un'altra, Maria Angela Tatone, a spasso con il cane, pensa che sarebbe meglio «chiudere le buche sulle strade prima di pensare alle piste ciclabili». Crollo degli affari alla farmacia del dottor Germano Caldarelli: «Siamo sotto del 70 percento. Saremo costretti a licenziare, se andrà sempre peggio».
La fermata del bus. La parrucchiera Marilena Filippone sistema i capelli di Maria Adelaide Parruti, una cliente che si reca al negozio a piedi. E si chiede, preoccupata, se anche la fermata del bus sarà eliminata «perché molta clientela arriva in autobus».
Poi si improvvisa tecnico: «Io non chiuderei il tracciato con i cordoli, lascerei che fossero le auto parcheggiate in fila una dopo l'altra a formare il cordone di sicurezza intorno alla pista ciclabile». A ricordare che i commercianti di viale Muzii non sono contrari alla pista ciclabile. Chiedono solo che restino i parcheggi.
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