I portuali ai politici neoeletti «Basta promesse, ora i fatti»
PESCARA. «Ora che la campagna elettorale è finita, ora che i riflettori sulle elezioni si sono definitivamente spenti, noi operatori portuali vi ricordiamo le promesse che avete fatto prima del voto...
PESCARA. «Ora che la campagna elettorale è finita, ora che i riflettori sulle elezioni si sono definitivamente spenti, noi operatori portuali vi ricordiamo le promesse che avete fatto prima del voto e che ponevano le problematiche legate al porto di Pescara come punto cardine della rinascita dell'economia pescarese e dell'intera regione». Lo scrivono i portuali al neosindaco, Marco Alessandrini, e al neo presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, ai quali chiedono un incontro urgente. Il rappresentante degli operatori portuali, Gianni Leardi, indica i 4 punti che gli operatori del porto ritengono «improcrastinabili»: 1) un programma di dragaggio che riguardi la darsena commerciale poiché allo stato attuale non è in grado di poter accogliere navi commerciali con sicurezza; 2) un rifinanziamento sugli aiuti alle imprese portuali, ferme da tre anni, che hanno ricevuto una minima parte delle somme promesse; 3) programmare i servizi necessari per le attività turistiche legate all'arrivo del catamarano Snav (accoglienza turisti con tendoni che possano ripararli dal sole, segnaletica orizzontale e verticale, bus navetta). 4) sblocco definitivo del Piano regolatore portuale di Pescara.

