I revisori bocciano la legge Ma oggi si voterà lo stesso
Il centrodestra va avanti con la manovra che può evitare il commissariamento E Sospiri apre alla proposta di Paolucci di chiamare in causa i manager Asl
L’AQUILA. Un salto nel vuoto. Il Consiglio regionale si appresta ad approvare, oggi pomeriggio, la legge salva-debiti delle Asl, approntata dalla giunta Marsilio, per evitare il commissariamento ad acta dei bilanci della sanità, come è accaduto pochi giorni fa in Basilicata. La dead line dell’Abruzzo è fissata per il 27 maggio: il giorno fatidico della verifica al Tavolo di Monitoraggio interministeriale a Roma. Ma da ieri l’operazione della maggioranza di centrodestra è diventata ad alto rischio dopo la bocciatura da parte dei revisori dei conti del ddl licenziato dall’esecutivo.
«Parere non favorevole alla deliberazione di Giunta recante disegno di legge regionale per la copertura del disavanzo del servizio sanitario regionale risultante dal conto economico al quarto trimestre 2023». Così scrive il Collegio dei Revisori composto da Grazia Zeppa (presidente), Valerio D’Amicodatri ed Emanuele Verini, dopo aver argomentato, in otto pagine, i motivi della bocciatura. È una sorta di avvertimento lapidario. In parole semplici dice alla Regione: giù le mani dalle somme accantonate prudenzialmente per eventuali rischi senza che esista la certezza che milioni di euro siano poi rimessi al loro posto. Somme che, nel caso del disegno di legge che oggi approda con un iter di estrema urgenza in Consiglio, consistono, per esempio, in quelle accantonate per pagare i Tfr ai propri dipendenti oppure per i costi legali dei contenziosi o per i ristori ai Comuni che hanno sostenuto spese durante le elezioni regionali.
Cosa fa il centrodestra? Va avanti lo stesso cercando però la sponda dell’opposizione. «Il Consiglio Regionale è chiamato a riunirsi in tempi rapidissimi per affrontare a approvare il Piano di risanamento del debito sanitario. In questo caso va sottolineata non tanto l’entità delle coperture economiche assicurate (68 milioni di euro, ndr), quanto ci preme ribadire come l’intero Consiglio, in tutte le sue componenti, maggioranza e opposizione, abbiano agevolato tale percorso nell’interesse del nostro territorio e della tutela del diritto alla salute», afferma il presidente Lorenzo Sospiri, «ovviamente il nostro lavoro, a questo punto, non si concluderà oggi», sottolinea Sospiri, «piuttosto da questo momento si aprirà una riflessione seria e circostanziata sulle performance dei quattro direttori generali delle nostre Asl, ovvero il Consiglio regionale non intende più fare da semplice passacarte di processi che non abbiamo avuto la possibilità di valutare sin dall’inizio».
E aggiunge: «Il parere negativo dei Revisori dei Conti è inevitabilmente condizionato dall’evolversi della situazione a fronte di una necessità contingente rappresentata dal confronto nazionale, fermo restando che in sede di assestamento di Bilancio (tra ottobre e novembre, ndr) potremo meglio chiarire la dislocazione delle risorse che ora utilizzeremo per coprire il debito sanitario stesso». Le sue non sono parole dette caso. Anzi.
Da un lato, Sospiri, mostra piena apertura a un emendamento presentato ieri dal capogruppo del Pd, Silvio Paolucci; dall’altro rassicura revisori dei conti e Tavolo di Monitoraggio. L’emendamento Paolucci fa tremare i polsi ai dg Asl. Il dem, infatti, chiede di commissariare chi non centra gli obiettivi: «In caso di mancata approvazione del piano da parte Dipartimento salute, l'Asl deve apportare le modifiche richieste e ripresentare il piano entro quindici giorni dalla comunicazione del rifiuto. Trascorso detto termine, in caso di mancata presentazione di un nuovo piano o di presentazione di un piano che non garantisca gli equilibri economico-finanziari», scrive Paolucci, «si procederà alla nomina di un commissario ad acta per la predisposizione dello stesso».

