«Il borgo attira i turisti ma mancano gli hotel»

28 Agosto 2018

I commercianti: 30% in più di visitatori, occorrono più strutture 

CITTÀ SANT’ANGELO. Da quando la rivista Forbes ha etichettato Città Sant’Angelo come uno dei dieci migliori posti al mondo dove vivere, la curiosità dei visitatori è aumentata in maniera esponenziale. E con essa anche la loro affluenza, che Imma Nardandrea, titolare di un pub nel centro storico, quantifica «in almeno il 30%». Era l’8 gennaio scorso quando l’autorevole rivista americana dedicava un servizio all’antico centro abruzzese, ripreso senza indugio dalle principali testate nazionale e locali.
Evidentemente, l’idea di una vita serena e rilassata, fatta di cultura e buon cibo a soli 1400 euro al mese, deve aver fatto sobbalzare chi durante l’anno è immerso in realtà ben diverse, fatte di stress, ritmi frenetici e fatica a far quadrare i conti.
Così, nella prima stagione del dopo Forbes, sono migliaia le persone transitate nel piccolo e curato borgo pescarese, vogliose di toccare con mano la realtà vista in tv. Tanti sono stati gli stranieri passati da queste parti, francesi, olandesi, belgi e americani su tutti. E poi gli inglesi, che già da qualche tempo hanno iniziato a comprare case e cascine immerse nella campagna, sfruttando anche il collegamento aereo con Pescara.
Senza trascurare il turismo nazionale. Nicolina e Angelo vengono da Caserta insieme a tutta la famiglia: «Non eravamo mai stati da queste parti, ma la notizia ci ha spinto a venire. Il posto è pulito e curato e i servizi non mancano. Vogliamo visitare il belvedere, i vicoli e il Duomo. Poi torneremo a Silvi dove abbiamo l’albergo».
Maria Carmela Savini, oltre ad avere un negozio di abbigliamento sul corso, è anche la presidente dei commercianti e la sua considerazione riparte proprio dalle strutture ricettive: «Purtroppo non ce ne sono tante, almeno nel cuore del centro. Abbiamo solo un albergo, per il resto i turisti alloggiano fuori da Città Sant’Angelo. Questo è un peccato perché così si perde una fetta di guadagno». Poi fa un monito: «Il turismo è aumentato, anche grazie alla pubblicità avuta nei mesi scorsi, ma si spende comunque poco. A venire sono per lo più coppie e famiglie, mentre di ragazzi se ne vedono pochi. Forse con qualche richiamo in più, la situazione cambierebbe».
Marina vende prodotti tipici in un negozio all’ingresso del paese: «Già in primavera si è visto un aumento dei turisti. Ci sono tanti stranieri, inglesi, francesi e americani su tutti, che entrano per comprare soprattutto olio e vino, le specialità della zona». Anche qui però la spesa pro capite è contenuta: «Difficilmente si superano le 20 euro». A spasso nel borgo ci sono Flavio, Fausto, Lucia e Marina di Marghera, una località del comune di Venezia: «Amiamo questo tipo di turismo e ci siamo buttati sull’Abruzzo, che non ha nulla da invidiare a territori più in copertina come la Toscana. Ci sono tante cose da vedere, il cibo è buono e la spesa è contenuta. Forse, servirebbe una guida turistica».
Gauro Giammarino è il titolare del Caffè del Corso: «Già a gennaio è venuta una ragazza da Perugia, perché incuriosita dal servizio di Forbes». Il boom c’è stato la settimana di ferragosto. Purtroppo, non abbiamo molte attrazioni, anche perché diversi palazzi storici vengono lasciati chiusi, così come le chiese».
Seduta al tavolino di un bar Flavia mangia un gelato con dei suoi amici, angolani ma residenti da tempo a Siviglia: «Torniamo ogni anno e questa volta abbiamo notato un incremento. Molti vengono dal nord, così come dalla Campania e dalla Sicilia».
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