Il procuratore-opinionista tv con il pallino dell’eleganza

PESCARA. Fernando Arbotti è uno dei sette arrestati (attualmente è ai domiciliari) nell'ambito della recente inchiesta sulle partite truccate attivata dalla procura della Repubblica di Catania....
PESCARA. Fernando Arbotti è uno dei sette arrestati (attualmente è ai domiciliari) nell'ambito della recente inchiesta sulle partite truccate attivata dalla procura della Repubblica di Catania.
Cinquant’anni anni compiuti lo scorso 12 giugno, Arbotti è nato a Montelcilfone, in provincia di Campobasso, ed è attualmente residente in Molise, a Termoli. Avvocato, giornalista pubblicista e consulente di mercato di diversi club, ha iniziato la propria carriera calcistica collaborando con l'attuale ds del Pescara Peppino Pavone. Da anni, ormai, svolge il ruolo di procuratore sportivo, annoverando tra le sue file diversi calciatori professionisti (tra serie B e Lega Pro), alcuni dei quali militanti anche in squadre abruzzesi. Motivo per il quale, nelle ultime stagioni, lo si è visto spesso e volentieri ospite sulle tribune dell'Adriatico Cornacchia di Pescara e del Guido Biondi di Lanciano.
Noto per la cura, quasi maniacale, dedicata al proprio abbigliamento, oltre che per l'inseparabile Ipad, Arbotti è un volto assai noto agli sportivi abruzzesi (soprattutto biancazzurri) in virtù delle sue abituali frequentazioni televisive, nella doppia veste di opinionista ed addetto ai lavori. In particolare per essere, da qualche anno a questa parte, uno degli ospiti fissi della trasmissione settimanale "Solo calcio", in onda su Rete 8 Sport. C’è chi lo aveva definito “il Mughini de noantri”.
Secondo l’accusa Arbotti pensava ad avvicinare i calciatori ritenuti disposti a vendere le proprie prestazioni, vantando secondo i pm «contatti e rapporti di conoscenza».

