Il sindaco finisce nel mirino «Ha sbagliato, chieda scusa»

3 Maggio 2020

Il centrosinistra attacca Masci sulla revoca dell’ordinanza per il primo maggio «Il lungomare era affollato, se ci saranno nuovi contagi si dovrà dimettere»

PESCARA. «Il sindaco ha spinto la città nel caos revocando l’ordinanza con i divieti per il primo maggio. Se ci saranno nuovi contagi, chiederemo le sue dimissioni». Ieri, i consiglieri comunali di centrosinistra hanno usato parole dure nei confronti di Carlo Masci. Lo hanno accusato di aver indotto centinaia di cittadini a riversarsi sulla riviera e in altre zone della città, nella giornata del primo maggio, dopo aver cancellato solo alcune ore prima del giorno di festa il provvedimento che vietava in maniera assoluta di passeggiare sulla riviera e sulla strada parco.
Così, i consiglieri Marinella Sclocco, Stefania Catalano, Giacomo Cuzzi, Piero Giampietro, Francesco Pagnanelli, Mirko Frattarelli e Giovanni Di Iacovo hanno organizzato una conferenza stampa online per commentare ciò che sarebbe accaduto venerdì scorso. «Masci, per rispondere a un ordine di partito», hanno detto gli esponenti dell’opposizione, «ha spinto la città nel caos più totale, dando messaggi contraddittori e dimostrando di aver agito a danno dei cittadini solo per interesse di partito e per andare contro le decisioni del governo Conte. Non si dimetterà per questo, ma ha il dovere morale di chiedere scusa ai pescaresi».
«Noi, intanto», hanno aggiunto, «chiederemo la convocazione di una seduta straordinaria del consiglio comunale, in cui dovrà essere verificato punto per punto l’assurdo caos generato dal Comune nelle ultime ore».
Pesantissimo il giudizio espresso da Sclocco. «Masci ha preferito i suoi interessi politici al bene dei pescaresi, dimenticando che il coronavirus si combatte con i cittadini, non con i colori politici del suo partito. Le ordinanze regionali e comunali hanno indotto i cittadini a riversarsi in massa sulla riviera e in altri punti della città. I pescaresi pensavano di essere nel giusto. Tutto ciò è frutto di una vergognosa sfida politica da parte di Regione e Comune di centrodestra nei confronti del governo Conte e sulla pelle dei cittadini». «Se si registreranno nuovi contagi», ha sostenuto la consigliera, «i cittadini potranno chiedere i danni alla Regione e al Comune e anche noi chiederemo i danni al nostro sindaco, che dovrà rassegnare le dimissioni».
«Ci auguriamo che i contagi non aumentino», ha confermato Pagnanelli, «ma qualora dovesse accadere, ci troveremo costretti a chiedere le dimissioni del sindaco». È paradossale», ha osservato Cuzzi, «che un assessore abbia dichiarato pubblicamente su Facebook di aver corso un’ora sul lungomare e poi il sindaco abbia accusato i pescaresi di aver capito male».
«Bastava davvero poco», ha fatto presente Di Iacovo, «per dimostrare rispetto verso i pescaresi che hanno rispettato le regole fino in fondo, ma Masci ha scelto la strada opposta». Secondo Catalano, «il sindaco si è sentito superiore al decreto del presidente del Consiglio, al prefetto e al questore lasciando i pescaresi nell’incertezza». «È stato il sindaco, con il comunicato del 30 aprile», ha ricordato Giampietro, «a dire che la riviera e la strada parco sarebbero state aperte per fare una passeggiata e prendere un po’ d’aria». «Ora Masci deve chiedere scusa». Fortemente critico nei confronti del primo cittadino anche il consigliere regionale Pd Antonio Blasioli in un video su Facebook. (a.ben.)
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