Indagine finita a Campobasso: c’è la richiesta di archiviazione

20 Settembre 2023

Nessuna omissione di atti d’ufficio: la Procura molisana pronta a chiudere il caso che riguarda Bellelli Ma sulla stampa circolano notizie distorte: spunta l’ipotesi di un piano contro i magistrati pescaresi

PESCARA. La procura di Campobasso ha chiesto l’archiviazione del presunto reato di omissione di atti di ufficio per il procuratore di Pescara, Giuseppe Bellelli. Il caso riguarda un’ordinaria lite di vicinato per l’accesso a un fondo risalente a tre anni fa, quando Bellelli era a capo della Procura di Sulmona: a seguito della denuncia presentata dal proprietario del terreno, il caso si è incardinato a Campobasso, sede competente per i magistrati abruzzesi.
Ieri, la notizia è spuntata su giornali, televisioni e siti internet ma con una ricostruzione distorta tanto che qualcuno avrebbe pensato a una macchina del fango azionata contro la Procura di Pescara: sulla stampa si è parlato erroneamente di un’imminente udienza di fronte al gup (giudice per l’udienza preliminare) ma così non è altrimenti Bellelli sarebbe imputato; e poi si è parlato anche di udienza «a carico» di Bellelli tralasciando il dettaglio fondamentale che, dalla pubblica accusa, è arrivata una richiesta di archiviazione in quanto il pm ha ritenuto infondata la notizia di reato. A firmare la richiesta di archiviazione è stato il sostituto procuratore Fabio Papa, originario di Pescara e recentemente deceduto all’età di 61 anni per un malore. Di fronte alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura, il denunciante ha presentato un’istanza di opposizione e, per questo come atto dovuto, è stata fissata un’udienza davanti al gip (giudice per le indagini preliminari) Roberta D’Onofrio che verrà celebrata nei prossimi giorni. Una sequenza di fatti che, per un magistrato, rientra nel campo dell’ordinaria amministrazione: sono tanti e sempre di più i casi di pm, procuratori e giudici, sia penali che civili, denunciati a seguito di decisioni contestate da una delle parti in causa. Ma, stavolta, la catena di informazioni non corrette circolate ieri è apparsa troppo lunga che potrebbe non essere frutto di un caso. Proprio per questo, nelle stanze della procura di Pescara con la vista che si allarga su via Lo Feudo e via Falcone e Borsellino, l’ipotesi presa in considerazione sarebbe quella di un disegno con un obiettivo dichiarato: screditare e colpire i magistrati della Procura di Pescara. Un pensiero che, di fronte al flusso di notizie non corrette, il procuratore avrebbe condiviso con i magistrati dell’ufficio: l’informazione distorta potrebbe essere un modo per denigrare l’attività di indagine portata avanti quotidianamente da Bellelli e dalla sua squadra, questo in sintesi il ragionamento del capo della Procura pescarese. Ma, se davvero fosse in atto una strategia per denigrare l’attività della magistratura di Pescara, chi sarebbe lo stratega? Questo episodio avrebbe aperto, in Procura, una riflessione per l’accertamento delle dinamiche di fronte a quella che è sembrata una forma di pressione occulta per delegittimare i magistrati in prima linea.