Insegnanti di sostegno, sono 4mila ma ne occorrono molti di più E in tanti sono dirottati al Nord

L’AQUILA. Oscilla tra i 5mila e i 6mila il numero di alunni con disabilità certificata nella regione: la prima in Italia per incidenza sulla scuola secondaria di primo grado e ai primissimi posti per...
L’AQUILA. Oscilla tra i 5mila e i 6mila il numero di alunni con disabilità certificata nella regione: la prima in Italia per incidenza sulla scuola secondaria di primo grado e ai primissimi posti per quella di primo grado (secondo l'Istat). Sono circa 4mila le cattedre di sostegno con cui, ogni anno, dunque, deve fare i conti l'ufficio scolastico regionale.
POCHI INSEGNANTI. Una richiesta molto alta che tuttavia non riesce ad essere soddisfatta a pieno: delle 4mila cattedre, infatti, circa 1.500 sono coperte da docenti senza titolo. «Gli insegnanti di sostegno non sono assolutamente sufficienti rispetto alle esigenze», spiega la direttrice dell'ufficio scolastico provinciale dell'Aquila, Amalia Rosella Parisse, che si occupa della problematica: «Già all'inizio dell'anno esauriamo le graduatorie e restiamo senza personale specializzato». È proprio questa carenza che ha portato al caso di Lanciano, dove tre scuole secondarie di primo grado hanno rifiutato l'iscrizione di un bambino autistico.
Per diventare insegnante di sostegno, infatti, oltre ad avere un'abilitazione su una materia il docente deve frequentare un corso universitario di un anno a numero chiuso. «Proprio all'università dell'Aquila sta per partire un corso di questo genere per 200 posti», afferma il segretario regionale della Cgil scuola, Cinzia Angrilli: «Una boccata d'ossigeno, anche se il numero totale di docenti specializzati resterà insufficiente».
LA MIGRAZIONE. Eppure, molti insegnanti abruzzesi con il titolo di sostegno, assunti a seguito della Buona Scuola voluta da Renzi, attualmente si trovano a ricoprire una cattedra al Nord Italia. Ogni anno, infatti, i vari uffici scolastici assegnano gli insegnanti in base al cosiddetto organico di "diritto" che corrisponde a un numero molto inferiore alle esigenze della scuola. Le restanti cattedre vengono coperte con posti in deroga.
«In organico di diritto abbiamo 558 docenti all'Aquila, 583 a Teramo, 773 a Chieti, 582 a Pescara. In totale 2.496 insegnanti. Per quanto riguarda i posti in deroga quest'anno ne sono stati concessi 1.487 entro gennaio (all'Aquila 447, 345 a Chieti, a Pescara 308 e 387 a Teramo), a cui a livello regionale si aggiungerà un'altra cinquantina di posti nei prossimi giorni», continua la Parisse.
L'ESERCITO DEI 4MILA. «In totale contiamo su 3.983 cattedre, per circa 5/6mila alunni» conclude la dirigente. «A giugno e luglio facciamo il monitoraggio per capire quanti posti serviranno per l'anno successivo. L'ufficio scolastico regionale nei confronti degli alunni diversamente abili pone la massima attenzione».
STABILIZZAZIONE. Proprio per andare incontro alle esigenze dei ragazzi con difficoltà i sindacati hanno chiesto al ministero per il prossimo anno scolastico di non procedere ad alcun taglio dell'organico, anche nel caso in cui diminuiscano le iscrizioni. Fra le richieste c'è anche quella di non spostare, quando possibile, gli insegnanti di sostegno che hanno ricevuto l'assegnazione provvisoria (valida per un solo anno scolastico).
«I sindacati regionali ritengono che la stabilizzazione di tutti i posti di sostegno sia la cosa più opportuna per la scuola» conclude la sindacalista Cgil. «I posti in deroga, infatti, si ripetono negli anni, ma non sono utilizzati in maniera stabile, creando un continuo alternarsi di insegnanti su uno stesso alunno durante il percorso di studi».

