L’Aca: «Tubazioni a rischio rottura I residenti comprino l’autoclave»
PESCARA. «Non si è verificata alcuna rottura nella zona di San Giuseppe né a monte della zona bassa dei Colli: la mancanza d’acqua ai piani alti dei condomini senza autoclave è dovuta alla pressione...
PESCARA. «Non si è verificata alcuna rottura nella zona di San Giuseppe né a monte della zona bassa dei Colli: la mancanza d’acqua ai piani alti dei condomini senza autoclave è dovuta alla pressione di rete, inevitabilmente più bassa da quando abbiamo inaugurato un uso sostenibile delle risorse idriche e messo fine alla vecchia politica di sparare l’acqua nelle tubazioni».
Così Giovanna Brandelli, presidente dell’Azienda consortile acquedottistica (Aca), risponde alle polemiche sollevate dai cittadini e dai consiglieri di Comune e Regione del Pd. «Lo stiamo dicendo da mesi ed è scritto nel nostro regolamento: per chi abita dal terzo piano in poi è fondamentale dotarsi di autoclave per usufruire del servizio idrico», sottolinea Brandelli, «stiamo cercando di spiegarlo anche agli amministrazioni di condominio perché non possiamo più permetterci di aumentare all’inverosimile la pressione di rete come succedeva qualche anno fa, quando anche ai piani alti delle abitazioni arrivava una portata d’acqua discreta. Purtroppo, abbiamo verificato che più continuiamo a sparare l’acqua nelle tubazioni e più queste si spaccano. È un sistema che non può reggere».
La presidente dell’Aca cita il caso scuola del Comune di Chieti dove «questo vecchio modo di usare il bene idrico ha prodotto indici di dispersione altissimi».
«È chiaro che adesso non siamo più nel pieno dell’emergenza idrica», aggiunge Brandelli, «ma non basta che piova a Pescara, bisogna che si ricarichino le sorgenti di captazione e questo non succede in 24 ore. Per non parlare del fatto che siamo di fronte a un consumo idrico considerevole per il Covid». Infine, una stoccata nei confronti della politica: «Le nostre reti sono vecchie, obsolete, scontano quarant’anni di assenza di manutenzione. È miope accanirsi oggi dopo un colpevole silenzio di almeno un decennio in cui le reti non sono mai state oggetto di interventi». (y.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

