L’appello dei tassisti alla Regione: «Siamo disperati, dateci i mille euro»

9 Marzo 2021

PESCARA. Zero incassi in tutta la giornata. Una ventina di euro, quando va bene. Qualcuno è stato costretto a «chiedere aiuto persino ai figli che lavorano, oppure agli anziani genitori. Altri hanno...

PESCARA. Zero incassi in tutta la giornata. Una ventina di euro, quando va bene. Qualcuno è stato costretto a «chiedere aiuto persino ai figli che lavorano, oppure agli anziani genitori. Altri hanno intaccato i risparmi di una vita» per sopravvivere durante l’anno di pandemia con il numero delle chiamate ridotte ad una decina al giorno contro le 150 di un anno fa.
Una disfatta per i tassisti pescaresi e di tutta l’Abruzzo, sempre più inferociti contro la Regione che «ci ha promesso ristori che non arrivano, eppure sappiamo che i soldi ci sono nelle casse governative», torna all’attacco Antonio Abagnale, presidente regionale di Uritaxi, dopo gli allarmi lanciati nei mesi scorsi. «Siamo disperati, ci obbligano a lavorare perché siamo un servizio pubblico, ma con pochi clienti non riusciamo a mettere insieme neppure 400 euro al mese di stipendio con incassi crollati del 70%. La Regione si è dimenticata di noi, ci ha abbandonati, solo 4 tassisti su 80 hanno preso i mille euro una tantum del sostegno, mentre i colleghi di altre Regioni hanno incassato fino a 3mila euro di ristori. I pochi clienti che abbiamo», continua il rappresentate dei tassisti, «sono soprattutto anziani e malati. All’aeroporto è rimasto solo il volo da Milano dopo la cancellazione di tutti gli altri stranieri. Incassiamo 20-30 euro al giorno quando va bene, ci stanno facendo morire di fame, eppure noi rischiamo la vita in strada».
Chiedono di essere vaccinati, i tassisti: «Alcuni di noi hanno preso il virus a causa del trasporto di molti malati dall’ospedale a casa e viceversa», rivela Abagnale, reduce da «un mese di ossigeno nella Terapia intensiva del Covid hospital. Non abbiamo difese malgrado mascherine, separatori di vetro e macchina igienizzata dopo ogni corsa. E i turni di notte sono pericolosi con il trasporto di spacciatori e tossici che girano senza protezioni». (c.co.)