L’esperto: «Grazie ai vaccini mai più 1.000 casi al giorno»

Il primario Grimaldi rassicura: «Non toccheremo i numeri dello scorso anno» E fissa la soglia sicurezza: «Almeno il 90% di immunizzati». Ieri 54 nuovi positivi
«Un anno fa non riuscivamo a mettere la testa fuori dall’ospedale. Oggi, grazie ai vaccini, la situazione è sotto controllo e mi sento di escludere totalmente che torneremo ai numeri di un anno fa». Parola di Alessandro Grimaldi, direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, da più di un anno in prima linea contro l’emergenza sanitaria.
IL RUOLO DEI VACCINI Dodici mesi fa era già cominciata la rapida escalation che portò l’Abruzzo a sfiorare i mille casi e 35 decessi al giorno a metà novembre: «Mi sento di escluderlo totalmente, lo scorso anno la situazione era molto più critica. Siamo stati costretti ad aprire un numero verde per le emergenze e sono cose di cui non dobbiamo dimenticarci. Oggi il nostro reparto all’Aquila è quasi saturo ma la situazione resta sotto controllo». Ieri in Abruzzo sono stati 54 i nuovi positivi (di età compresa tra 5 e 82 anni): il 20 ottobre del 2020 ne sono stati registrati 184.
LA SITUAZIONE IN OSPEDALE Dopo i tre di due giorni fa, dato record per gli ultimi tempi, ieri è stato comunicato anche un altro decesso, ma risalente ad alcuni giorni fa e comunicato alla Asl solo ieri. Per quanto riguarda la situazione nei reparti, in 52 sono ricoverati in ospedale in area medica (-4 rispetto a ieri); 4 si trovano in terapia intensiva. «Prevalentemente si tratta di non vaccinati», spiega Grimaldi, «perché gli ultimi studi hanno registrato un dato inequivocabile: i vaccini proteggono bene dalle forme gravi di Covid e prevengono anche l’infezione. Quest’ultima protezione scende col passare del tempo, ma generalmente dopo sei mesi». E qui entra in gioco la terza dose, che molti fragili non sono ancora riusciti ad ottenere, come accaduto a Salvatore Panté, due giorni fa, morto di Covid pochi giorni prima di riceverla. «Bisogna accelerare con la terza dose alle categorie più fragili, ma credo che fare un richiamo per tutti non sia utopia», sostiene Grimaldi. Ieri sono stati registrati 34 guariti, ma un dato confortante è che i 54 nuovi positivi sono stati scovati con 12.552 test (tra antigenici e molecolari): un anno fa i positivi furono tre volte superiori e scovati con soli 3.105 tamponi: ciò significa che la platea di contagiati, potenzialmente, era molto più vasta.
L’IMPORTANZA DEL GREEN PASS Il boom dei tamponi di questi giorni è legato al Green pass, diventato obbligatorio anche sul luogo di lavoro: «Avere un vincolo non piace a nessuno», dice Grimaldi, «però se andiamo a vedere questa scelta è stata elogiata anche all’estero. E poi ha indotto molta gente a vaccinarsi. Io credo che, per essere sicuri, bisognerà raggiungere almeno il 90% dei vaccinati con due dosi. In questo modo saremo anche meno esposti all’eventuale nascita di nuove varianti. Ma adesso, con il Green pass, c’è anche più libertà, e soprattutto sicurezza persino nei luoghi più affollati».

