L’ultimo regalo di Marco: un defibrillatore per l’istituto alberghiero

Donazione dei genitori del giovane cuoco di Scafa morto a 23 anni Oggi la cerimonia di intitolazione di un laboratorio all’ex studente
PESCARA. Un laboratorio di cucina intitolato a Marco Di Nino e il dono di un defibrillatore, all’Alberghiero De Cecco, da parte della famiglia del ragazzo scomparso nell’agosto scorso a causa di un malore.
Doppia cerimonia, oggi, per l’ Ipssar De Cecco, guidato dalla preside Alessandra Di Pietro. Alle 12, nell’Officina del Gusto, (sede centrale di via dei Sabini) si svolgerà l’intitolazione del laboratorio numero 2 dell’istituto a Marco Di Nino, il giovane ex studente, diplomato nell’anno scolastico 2016-2017, drammaticamente scomparso ad appena 23 anni, a causa di un malore che lo ha colto nel sonno, mentre lavorava come cuoco a Moena, in provincia di Trento, dove si era trasferito partendo dalla sua città d’origine, Scafa. Contestualmente, si svolgerà la consegna in omaggio alla scuola di un defibrillatore donato proprio dai genitori di Marco Di Nino.
Alla cerimonia saranno presenti il padre del giovane, Claudio Di Nino, agente di polizia stradale in forze al comando di Chieti, la madre Anna Maria Astrologo, la sorella minore Claudia, e i rappresentanti dei genitori nel consiglio d’istituto, Loredana Marinelli, Chiara Favetta e Marcella D’Ancona, i compagni di scuola, oggi giovani professionisti.
«Sarà l’occasione», commenta la dirigente Di Pietro, «per ricordare la figura di un “gigante buono” della nostra scuola, un ragazzo la cui presenza educata, composta, mai al di sopra delle righe, si faceva sentire in istituto, amato da tutti, compagni, colleghi, docenti, personale scolastico. La sua scomparsa, un anno fa, è stato un colpo duro e inatteso, impossibile da prevedere, e difficile da accettare per tutti. Per questa ragione abbiamo deciso di realizzare un progetto concreto, utile a preservarne la memoria e a tributargli un omaggio unanimemente sentito, ossia l’intitolazione di uno dei nostri nuovi laboratori di cucina, il modo migliore per ricordare un giovane chef, cresciuto tra i nostri banchi, che sicuramente avrebbe rappresentato la parte migliore del nostro Abruzzo mettendo in mostra le sue eccellenti qualità di chef». (e.r.)

