La città celebra la libertà e ricorda i 9 partigiani fucilati a Colle Pineta

26 Aprile 2024

Il sindaco Masci: «Pescara ha pagato un tributo altissimo alla guerra» E il presidente Marsilio: «Giorno importante per superare le divisioni»

PESCARA. «Pescara ha pagato un tributo altissimo alla Guerra e perciò è medaglia d’oro, ma oggi ricordiamo i nove ragazzi della banda Palombaro trucidati a Colle Pineta. Oggi noi festeggiamo la libertà riconquistata, ma questo deve essere un monito per far professare ogni giorno i valori della libera e della democrazia». Così il sindaco Carlo Masci, ieri mattina in piazza Garibaldi, ha parlato nel corso delle celebrazioni per il 79° anniversario della Liberazione, alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose, con il prefetto Flavio Ferdani, il procuratore capo Giuseppe Bellelli, il presidente della Regione Marco Marsilio, alla presenza, tra gli altri, dei sindaci della provincia, dei deputati di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli e Guerino Testa, del vice presidente del consiglio regionale Antonio Blasioli e di monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, oltre ai rappresentanti delle Associazioni combattentistiche. Dopo lo schieramento del Reparto d’onore e il rito dell’alzabandiera, la benedizione della corona di alloro da parte dell’arcivescovo Valentinetti e la successiva resa degli onori ai Caduti di tutte le guerre con la deposizione della corona innanzi al Monumento ai Caduti, lo stesso sindaco Masci, che poco prima aveva reso maggio ai 9 partigiani uccisi l’11 febbraio del 1944, con il presidente dell’Anpi Nicola Palombaro e il prefetto Ferdani, ha voluto ricordare: «Fermiamoci a riflettere, non solo il 25 aprile, su quanto è stato aspro e accidentato il cammino per la riconquista della libertà e della democrazia». E ancora: «Riappropriamoci della nostra storia e delle nostre radici, senza retorica e con animo sereno, soprattutto senza voler per forza guardare al passato e al presente attraverso le lenti deformanti di ideologie contrapposte superate e non rimpiante. Solo così faremo giustizia di quegli anni, solo così potremo apprezzare compiutamente il valore della libertà e della democrazia conquistate allora con il sangue e oggi tenute vive con la consapevolezza di doverle coltivare giorno dopo giorno».
E tra i messaggi istituzionali c’è stato quello del presidente Marsilio: «Il 25 aprile è una giornata importante», ha detto il governatore dell’Abruzzo, «che, spero, venga vissuta sempre di più come giorno di conciliazione e come superamento degli odi e delle divisioni. Non come la riproposizione di una guerra civile che c’è stata e che ha lasciato ferite per decenni e che è ora di superare. Bisogna ricordare, invece», ha aggiunto Marsilio, «il sacrificio di chi ha saputo combattere per la libertà in buona fede e rispettare tutti i caduti e le vittime di quell’orribile conflitto». (cr.pe.)