«La fusione? Sì, ma senza pagare i debiti di Pescara»

20 Maggio 2022

SPOLTORE. «Ormai la nuova Pescara è un dato di fatto», ma in vista della fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, «dovremo essere protagonisti e non vittime» e «noi vogliamo dare voce a quei 4.89...

SPOLTORE. «Ormai la nuova Pescara è un dato di fatto», ma in vista della fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, «dovremo essere protagonisti e non vittime» e «noi vogliamo dare voce a quei 4.892 spoltoresi che hanno votato “sì” al referendum sulla fusione». Il candidato sindaco Marco Della Torre (sostenuto dalle liste Forza Italia - Prima Spoltore, FdI, Spoltore Libera e Udc) spiega la sua posizione sulla Nuova Pescara, dopo aver registrato la «preoccupazione degli spoltoresi, che ci chiedono informazioni», avendo timori per il «debito del comune di Pescara», che non vorrebbero accollarsi. Negli ultimi 5 anni, fa notare, «la giunta Di Lorito non ne ha mai parlato, anzi ultimamente ha chiesto un rinvio», mentre su questa vicenda è «importante avere lungimiranza» e gli spoltoresi «vogliono avere voce in capitolo» nella nuova realtà da costituire. «Noi intendiamo far sì che Spoltore diventi come la Parioli di Roma, e non la periferia di una grande città, anche se vedo già qualcosa del genere in Villa Raspa e Santa Teresa», dice l’aspirante sindaco circondato dai candidati Lino Tomaiuolo, Davide Tagliente, Agnese Ranghelli e Giovanni Simeone e alla presenza dell’ex sindaco Franco Ranghelli.
Sui tempi del progetto, il candidato sindaco non entra nel dettaglio, ma ritiene che la fusione «non sia rinviabile più di tanto», partendo dal presupposto che «ci vuole il tempo che ci vuole» e criticando «quelle commissioni andate deserte perché vuol dire che non si è portato il proprio contributo, non si è difesa la propria comunità». Della Torre punta alla «unificazione dei servizi», e pensa a quelli sociali, ma anche alla tutela ambientale e ai diritti degli animali («tanto più che a Spoltore si è arrivati sì ad inaugurare un’area, ma è ristretta e scoscesa»). A proposito di spazi per i cittadini, pensa anche a «parchi pubblici e piste ciclopedonali» e riflettendo sul concetto di “Spoltore città d’arte e di cultura” fa notare che «non abbiamo un teatro né un palacongressi e se piove durante lo Spoltore Ensemble, si rinviano gli spettacoli. La fusione con Pescara potrebbe consentire di realizzare delle jam session a Spoltore». Tra i temi da affrontare c’è anche quello della sicurezza, «visto che dopo le 20 diventiamo terra di nessuno», e quello della raccolta differenziata da «incentivare» ulteriormente. Poi il «trasporto pubblico da migliorare», per le corse e per le fermate: tutti «problemi reali da risolvere». Il principio da rispettare è chiaro, per Della Torre: «Sì alla fusione, anche se inizialmente ero contrario, no alla annessione», e un altro no va alla «cementificazione selvaggia». E «vanno rispettate le singole porzioni di territorio». Gioca «un ruolo nevralgico la Regione», dice sempre La Torre che si immagina come «avvocato civico di Spoltore». Quanto alla decisione di scendere in campo, «è stata dettata dal cuore e dagli amici. E credo di dare un contributo per la vittoria finale». Nelle agende degli altri candidati a sindaco, domani alle 11 la presentazione delle liste di Pierpaolo Pace e oggi alle 19 in via Fonzi l’inaugurazione della sede di Nelson Anzoletti. L’altra candidata è il vice sindaco uscente Chiara Trulli. (f.bu.)